All’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari una storia di dolore si è trasformata in un messaggio potente di altruismo e umanità. Antonio, 11 anni, affetto fin dalla nascita da una grave patologia congenita, è morto dopo un lungo e complesso percorso clinico. I suoi genitori, con una scelta di grande coraggio, hanno autorizzato la donazione del fegato e delle cornee, offrendo una possibilità concreta di vita ad altri pazienti in attesa di trapianto. Un gesto che ha dato un senso nuovo a una perdita devastante e che ha coinvolto profondamente l’intera comunità sanitaria che per anni ha accompagnato il bambino e la sua famiglia.
Una vita segnata dalla malattia e accompagnata dalle cure
Il percorso assistenziale di Antonio è stato seguito per oltre un decennio da un’équipe multidisciplinare che ha affiancato il piccolo paziente e i suoi genitori in ogni fase della malattia, garantendo non solo cure cliniche ma anche supporto psicologico continuo. Numerosi gli interventi chirurgici, i ricoveri e le complicazioni affrontate nel corso degli anni, compreso un trapianto renale con donazione da parte della madre che, però, non ha rappresentato la svolta sperata. Un’ulteriore operazione urologica e nuovi problemi clinici hanno segnato l’ultima parte della sua breve vita, vissuta quasi interamente tra le mura dell’ospedale.
“Antonio ci portava la gioia”
Medici, infermieri e operatori sanitari del Giovanni XXIII hanno affidato a una lunga e toccante lettera il ricordo di Antonio. “Eppure quando veniva in ambulatorio per i controlli, Antonio ci portava la gioia. La gioia di esserci, la gioia di poterci ‘sfottere’ con la sua passione per il Milan, con la sua maglia di Maignan, il suo portiere modello, con il suo pallone che calciava ogni giorno, da solo, nella sua stanzetta”. Un bambino capace di sorridere nonostante tutto, di trovare spazi di normalità nei corridoi di casa percorsi in bicicletta e nelle amicizie nate proprio tra i reparti di Nefrologia e Urologia pediatrica, diventati negli anni il suo mondo.
La scelta della famiglia e il sogno diventato realtà
Di fronte all’ennesima complicazione, Antonio “ha detto basta”, come scrivono i sanitari. È volato via lasciando un vuoto profondo, ma anche una decisione che ha commosso l’intero ospedale. “Diamo un senso a questa partenza di Antonio”, si legge nella lettera. Ed è così che il bambino “biondino con gli occhi azzurri” ha realizzato il suo sogno: diventare il dottore che desiderava essere. I suoi organi permetteranno ad altre persone di continuare a vivere, forse con quella “magia” che a lui è stata negata. La madre, il padre e il fratello maggiore non hanno avuto esitazioni: “Antonio, così, rimane con noi”.
Il cordoglio del Policlinico di Bari
La direzione strategica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia, ringraziando i genitori per un gesto che rappresenta un esempio altissimo di solidarietà. Una scelta che, nel dolore più grande, ha acceso una luce di speranza per altre famiglie.











