Si è concluso nei giorni scorsi l’incarico di Fabio Prencipe all’interno dell’ufficio stampa del Comune di Foggia. A comunicarlo è stato lo stesso giornalista con un post rivolto “agli addetti ai lavori”, nel quale chiarisce le ragioni dell’uscita e ripercorre il quadro normativo e amministrativo che ha accompagnato la sua esperienza.
La decisione, spiega Prencipe, è frutto di una “precisa e legittima scelta politica” dell’amministrazione, che ha optato per affidare la comunicazione istituzionale esclusivamente allo staff della sindaca. Una scelta che chiude un incarico iniziato 35 mesi fa, al termine di una selezione pubblica indetta dalla Commissione straordinaria per colmare un vuoto in pianta organica.
Il nodo normativo e la legge 150
Nel suo intervento, Prencipe ricorda come al Comune di Foggia la comunicazione sia stata storicamente affidata, dal 2000 in poi, a incarichi fiduciari ex articolo 90 del Tuel, a prescindere dal colore politico delle amministrazioni succedutesi negli anni. Una prassi consolidata, nonostante l’approvazione della legge 150 del 2000, che disciplina in modo puntuale la comunicazione pubblica, definendo compiti e incompatibilità tra staff politico e comunicatore istituzionale.
Una normativa che, sottolinea, ha trovato “scarsissima applicazione” sul territorio e che molti ritengono oggi bisognosa di una revisione profonda, anche alla luce del peso assunto dai nuovi canali digitali. Proprio per questo, nel luglio 2023, la Commissione straordinaria aveva approvato un regolamento, con i poteri del Consiglio, nel tentativo di mettere ordine in una materia da sempre poco strutturata, introducendo adempimenti formali che, però, non sempre trovano riscontro nella prassi amministrativa.
“La comunicazione non è una priorità”
Nel post, Prencipe mostra di comprendere il contesto cittadino e le scelte dell’amministrazione. “Ho l’esperienza e la maturità per capire che la comunicazione istituzionale in una città come Foggia non sia proprio la priorità”, scrive, soprattutto in un’epoca dominata dai social network.
Dare una forma organica e strutturata al rapporto bidirezionale tra amministratori e amministrati, che dovrebbe rappresentare l’essenza della comunicazione pubblica, viene spesso percepito come uno spreco di tempo e risorse, da destinare ad altre emergenze considerate più urgenti. Per questo, l’augurio espresso è che le energie e i fondi impiegati sulle tante questioni delicate aperte possano produrre risultati concreti nell’interesse della comunità.
Il messaggio si chiude con una considerazione netta, scritta in maiuscolo: “Non è tutta un’altra storia”. Un passaggio che, pur senza toni polemici, lascia intendere come, almeno sul piano della comunicazione istituzionale, i cambiamenti annunciati nel tempo non abbiano ancora prodotto una reale discontinuità.









