La Procura dei minori presso il Tribunale di Bari ha indagato il solo 16enne di Trani nella BAT ritenuto responsabile della violenta aggressione avvenuta la sera di Capodanno in via Umberto, ai danni di un 33enne concittadino. Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, non risulta invece iscritto nel registro degli indagati chi ha filmato l’episodio e lo ha successivamente diffuso sui social, prima di rimuoverlo.
L’indagine, coordinata dalla magistratura minorile, è ora concentrata esclusivamente sul giovane aggressore, mentre resta fuori dal perimetro giudiziario la diffusione del video che ha contribuito ad amplificare l’indignazione e lo sconcerto in città.
La rivelazione del parroco e il nome della vittima
Trani, intanto, si è stretta attorno alla vittima con numerosi messaggi di solidarietà. A rompere il silenzio è stato don Davide Abascià, parroco degli Angeli Custodi, che per la prima volta ha rivelato pubblicamente il nome del 33enne aggredito: Domenico, una persona mentalmente fragile che frequenta il centro diurno del Centro Jobel e lavora presso il ristorante sociale La locanda del Giullare.
In una nota congiunta, parrocchia e confraternita hanno voluto raccontare il profilo umano della vittima, spiegando come per Domenico sia naturale salutare e rivolgersi anche a persone sconosciute. Un gesto semplice, abituale, che secondo la comunità potrebbe essere stato frainteso dall’aggressore, scatenando una reazione di violenza improvvisa.
“Sei tu, Domenico”: lo shock della comunità
Nel messaggio diffuso dalla parrocchia emerge anche il trauma vissuto da chi ha riconosciuto Domenico nel video circolato online. “Quando a un certo punto ricevi un link di un video e ti ritrovi davanti una scena di violenza inaudita e gratuita, cosa provi?”, si chiede il parroco. “Poi cerchi di mettere a fuoco e ti sembra di conoscere la persona vittima di questa violenza. Noti dettagli e ti sembra di riconoscere a chi appartenga quella sciarpa rossa, allora qualcosa dentro si rompe. Sei tu, Domenico!”.
La comunità descrive Domenico come “quel giovane che ti saluta anche quando non conosce il tuo nome; quel giovane genuino che non ti lascia se prima non ti ha augurato una buona giornata”. Qualità umane che, sottolineano, non sempre vengono notate, ma che sono diventate tristemente visibili nel momento dell’aggressione.
La condanna della violenza e dei commenti
La parrocchia degli Angeli Custodi denuncia con forza “gli atti di violenza posti in essere da chi si crede superiore anche davanti alla fragilità” e prende posizione anche contro chi, nei commenti online, ha tentato di giustificare quanto accaduto. “Legittimare la giustizia ‘fai da te’ – si legge nella nota – non ha nulla a che fare con un sano senso civico”.
Il messaggio si chiude con un appello diretto alla vittima, diventato simbolo di una ferita che riguarda l’intera città: “Caro Domenico, non smettere mai di essere gentile con tutti. Sii te stesso sempre. Ti vogliamo bene!”.











