Sono iniziate in mattinata, come concordato con la Procura di Campobasso, le operazioni peritali per le autopsie sui corpi di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute nei giorni successivi al Natale dopo il ricovero all’ospedale Cardarelli del capoluogo molisano.
Le autopsie si stanno svolgendo proprio presso l’obitorio del Cardarelli, dove dalle 9.30 sono al lavoro i consulenti nominati dalla magistratura: Benedetta Pia De Luca, medico legale originaria di Foggia, e Francesco Battista Laterza. Gli esami comprendono anche prelievi e biopsie che saranno sottoposti a successivi riscontri di laboratorio, ritenuti fondamentali per chiarire le cause dei decessi.
All’ospedale sono presenti anche i consulenti di parte nominati dai legali della famiglia Di Vita e dai difensori dei cinque medici attualmente indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura. Presenti inoltre gli avvocati coinvolti e il capo della squadra mobile di Campobasso, Marco Graziano, a conferma della delicatezza e della complessità dell’attività investigativa in corso.
Le due donne erano state ricoverate dopo una sospetta intossicazione, circostanza che resta al centro dell’indagine. Gli inquirenti attendono ora gli esiti degli esami autoptici per stabilire eventuali nessi causali e responsabilità.
Intanto, arrivano notizie incoraggianti sulle condizioni del padre di Sara Di Vita e marito di Antonella Di Ielsi, attualmente ricoverato all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma. Secondo quanto comunicato dalla direzione generale dell’Irccs, l’uomo è in miglioramento, anche se gli accertamenti clinici sono ancora in corso.
In una nota ufficiale, lo Spallanzani ha inoltre precisato che nessun operatore sanitario è autorizzato a rilasciare dichiarazioni alla stampa, nel rispetto del grave lutto che ha colpito la famiglia e delle indagini giudiziarie in atto. Eventuali aggiornamenti saranno diffusi esclusivamente attraverso comunicazioni ufficiali.
L’intera comunità resta in attesa di risposte su una vicenda che ha profondamente scosso il Molise e non solo, mentre la magistratura prosegue il suo lavoro per fare piena luce su quanto accaduto.











