Alla vigilia di Natale torna al centro del dibattito pubblico il futuro dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia. A riaccendere i riflettori sullo scalo foggiano è una nota del consigliere comunale Pasquale Cataneo, che ripercorre oltre venticinque anni di promesse, atti e annunci rimasti senza un reale seguito operativo. Un bilancio amaro, che arriva mentre si discute ancora una volta di collegamenti aerei e sviluppo infrastrutturale in Capitanata.
Un confronto che dura da due Giubilei
Cataneo ricorda come già nel 1999, in vista del Giubileo del 2000, avesse presentato una relazione dettagliata sulle criticità e sulle potenzialità del Gino Lisa. Un documento illustrato a Foggia al ministro pro tempore Tiziano Treu, alla presenza del presidente della Provincia Giuseppe Pellegrino e del presidente della Seap, oggi Aeroporti di Puglia, Gennaro Ranieri. In quella sede vennero individuati con chiarezza gli interventi necessari: allungamento della pista, adeguamento dei piazzali, dell’aerostazione, dei sistemi di assistenza al volo e del servizio antincendio.
Secondo il consigliere, quell’approccio fu apprezzato per la visione sistemica e intermodale, ma a distanza di oltre due decenni, e dopo un secondo Giubileo, le questioni strutturali restano in gran parte irrisolte.
Ritardi e investimenti mai decollati
Nel confronto con gli scali di Bari, Brindisi e Taranto, il Gino Lisa continua a scontare un gap evidente. Cataneo sottolinea come l’unico intervento realmente realizzato sia stato un allungamento parziale della pista, insufficiente però a rispondere alle esigenze attuali. Per il resto, le risorse pubbliche investite sono state esigue e non hanno prodotto un salto di qualità definitivo.
Restano senza risposte nodi cruciali come la nuova caserma dei vigili del fuoco aeroportuali, l’adeguamento dei sistemi tecnologici di assistenza al volo, il miglioramento dei piazzali e dell’aerostazione, oltre all’innalzamento complessivo degli standard di sicurezza.
Sicurezza, intermodalità e sviluppo mancato
Tra le criticità evidenziate figurano anche la mancanza di un sottopasso stradale per la sicurezza, sul modello di quanto realizzato a Forlì, e l’assenza di una reale intermodalità con la rete ferroviaria TEN-T. A questo si aggiungono opportunità mai concretizzate, come la sede logistica regionale della Protezione civile, le attività cargo e la realizzazione di un vertiporto.
Tutti interventi, sottolinea Cataneo, supportati da atti approvati dal Comune di Foggia tra il 2017 e il 2025, in alcuni casi mai trasmessi agli altri enti competenti, nonostante le richieste formali del Consiglio comunale. Anche Provincia e Regione hanno deliberato sul tema, ma ad oggi i cantieri restano chiusi.
La proposta: passare dalle parole ai cantieri
Da qui l’appello finale. Il consigliere comunale propone che entro gennaio 2026 il Comune di Foggia e la Provincia si facciano promotori di una nuova iniziativa istituzionale, sul modello di quella del 1999, coinvolgendo parti sociali e datoriali, Regione Puglia, Ministeri competenti e anche le regioni limitrofe, Molise e Basilicata.
Un invito a trasformare documenti e dichiarazioni in opere concrete. Perché, conclude Cataneo, dopo due Giubilei il Gino Lisa attende ancora realizzazioni vere, capaci di incidere sullo sviluppo della Capitanata.











