La vertenza che coinvolge Casa Sollievo della Sofferenza entra in una fase ancora più dura. Sono 271 le diffide e messe in mora individuali notificate dalla Fp Cgil alla direzione generale dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, dove lavorano circa 2.500 dipendenti. L’azione legale è legata al mancato pagamento degli arretrati previsti dal contratto collettivo nazionale della sanità pubblica 2022–2024 e si inserisce nel clima di forte tensione seguito all’annuncio della dirigenza di voler applicare, da marzo 2026, un contratto di natura privatistica.
Arretrati non pagati e azione giudiziaria
I lavoratori, assistiti dall’avvocato Fedele Cannerozzi, contestano una “grave inadempienza contrattuale” da parte dell’azienda. Le diffide notificate rappresentano un passaggio formale che apre la strada a un contenzioso giudiziario di ampia portata, qualora non arrivino risposte immediate dalla direzione dell’ospedale fondato da Padre Pio.
Fp Cgil: “La misura è colma”
“La battaglia politica culminerà nello sciopero generale del 9 gennaio, ma ora si affianca anche l’azione giudiziaria”, ha dichiarato Angelo Ricucci, segretario generale della Fp Cgil Foggia. “Se entro 15 giorni non riceveremo un riscontro concreto per onorare gli obblighi contrattuali, procederemo senza esitazioni con il deposito dei decreti ingiuntivi”.
Indennità Covid nel mirino
Oltre agli arretrati contrattuali, il sindacato sta preparando ulteriori decreti ingiuntivi per l’omesso riconoscimento dell’indennità di malattie infettive al personale sanitario che ha operato in prima linea durante l’emergenza Covid-19. Un altro fronte che rischia di aggravare ulteriormente il contenzioso tra lavoratori e azienda.
Verso oltre mille azioni legali
Secondo la Fp Cgil, le 271 diffide si sommano a quelle già avviate dalle altre organizzazioni sindacali. L’entità complessiva delle azioni legali in corso potrebbe superare quota mille decreti ingiuntivi. “Il mandato dei lavoratori è inequivocabile – ha concluso Ricucci – pretendono il pieno e immediato riconoscimento dei loro diritti economici e la difesa del contratto”.












