Una riflessione intensa e personale sul legame profondo tra esseri umani e animali, sul lutto spesso sminuito e su un amore che non conosce specie. Una lettera che parla di empatia, assenza e memoria, nel tempo dell’anno dedicato alla condivisione.
LETTERA DI NATALE 2025
Natale è vicinissimo, cammino per il centro con il mio cucciolone… trovato piccolissimo in campagna. A casa c’è la mia cagnetta, trovata anche lei piccina vicino a un cassonetto. Ora sono felici, curati e amati.
Il pensiero torna indietro a tutti gli animali che mi hanno accompagnato nell’infanzia, nell’adolescenza e che sono volati via. Mi mancano, ma sono vissuti a lungo protetti e al sicuro. Il loro ricordo è dolce… ma senza rimpianti.
Ci sono perdite, però, che ti lasciano un vuoto insostenibile. Sono quelle che senti ingiuste, premature, e che ti fanno pensare addirittura: “forse non ho fatto di tutto”. Forse ho sbagliato.
Sono quelle separazioni logoranti per le quali temi di non poter superare il dolore e il rimpianto che senti.
Molti dicono: c’è la guerra, c’è la fame, ci sono bambini che muoiono e soffrono. Era solo un cane, un gatto, un uccellino, un criceto, o qualsiasi specie “non umana”… E tu? Soffri tanto?! Devi maturare.
Sembra che un animale valga meno e quasi si insinua in te quel senso di colpa: ti senti uno sciocco, uno che non è capace di capire il male del mondo.
Io invece credo che chi ama e rispetta i “non umani”, chi prova empatia per le fusa di un gatto o lo scodinzolare di un cane, chi ama le corse libere di un cavallo… sa che tutte le creature, sotto ogni forma, possono essere famiglia, amore, complicità, quotidianità… ed è capace di amare più di chi sminuisce i legami tra specie diverse proponendo confronti con le tragedie dell’umanità.
Si chiede a chi ha perso un animale amato di non esagerare, quasi dovesse vergognarsi di soffrire tanto per un “non umano”.
Invece no. Loro sono, per chi li vive e li ama, compagni di gioco, di avventura, e non ti lasciano mai solo, nella gioia e nei momenti meno gioiosi.
Ai miei animali che non ci sono più arrivi il mio dolce ricordo.
A te, che sei andato via ingiustamente, improvvisamente e prematuramente, arrivino non solo i nostri ricordi: vento tra i capelli, abbracci ricambiati, vicinanza assoluta nella nostra complicità. Arrivi quanto mi manchi, il desiderio di dare un senso a ciò che è successo. Arrivi il mio sguardo sul ponte dell’arcobaleno, dove ti vedo galoppare felice.
Buon Natale a ogni creatura che ha donato amore e gioia a qualcuno.











