Il Tribunale amministrativo regionale della Puglia ha annullato l’interdittiva antimafia emessa nei confronti della cooperativa San Giovanni di Dio, firmata il 4 dicembre dello scorso anno dall’ex prefetto di Foggia Maurizio Valiante e divenuta operativa il giorno successivo. La decisione è stata assunta nel merito dalla seconda sezione del Tar (presidente Palliggiano, estensore Cortellessa), che ha accolto il ricorso presentato dalla cooperativa, assistita dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto e Francesco Follieri.
Con l’annullamento dell’interdittiva viene meno anche l’amministrazione straordinaria della cooperativa, disposta proprio in conseguenza del provvedimento prefettizio.
La sospensione e il controllo giudiziario
Già lo scorso marzo la cooperativa San Giovanni di Dio aveva chiesto al Tribunale delle misure di prevenzione di essere ammessa al controllo giudiziario. Proprio questo passaggio aveva portato il Tar di Bari a sospendere l’interdittiva antimafia emessa dalla prefettura di Foggia.
La cooperativa controlla quattro strutture di lungodegenza e riabilitazione tra le province di Bari e Brindisi e gestisce servizi sociosanitari per le Asl e per diversi Comuni pugliesi, oltre a operare anche in Basilicata e Sardegna.
I rapporti con Michele d’Alba e le inchieste
L’interdittiva antimafia era stata adottata per una presunta contiguità nella proprietà della cooperativa con le cooperative Lavit e Tre Fiammelle. Un collegamento che i giudici del Tar hanno ridimensionato, parlando espressamente di una “rottura” tra la San Giovanni di Dio e l’imprenditore d’Alba.
Secondo la prefettura di Foggia, inoltre, vi sarebbe stato un potenziale condizionamento criminale alla luce delle inchieste “Decima Azione” e “Decimabis”. Un quadro che, però, viene smontato dalla decisione di merito del Tribunale amministrativo regionale, che nel dispositivo fa riferimento a una “enfatizzazione” del contesto ambientale richiamato per giustificare l’interdittiva.
Le criticità procedurali
Nelle motivazioni della sentenza, il Tar evidenzia anche profili di illegittimità sotto il profilo procedurale e formale nell’azione della prefettura di Foggia, con ricadute di carattere “sostanziale” sulla decisione assunta un anno fa.
L’annullamento dell’interdittiva antimafia comporta così la caducazione automatica dell’amministrazione straordinaria della cooperativa, mettendo fine a una vicenda che aveva avuto forti ripercussioni sull’attività della San Giovanni di Dio e sui servizi sociosanitari gestiti.










