Il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM) dell’Università di Foggia ha presentato insieme al procuratore generale di Lecce e già procuratore della Repubblica di Foggia Ludovico Vaccaro, alle dirigenti della Camera Minorile di Capitanata Anna Lucia Celentano e Maria Emilia De Martinis, alla dottoressa Amalia Quotta consigliera dell’Ordine delle psicologhe e degli psicologi di Puglia e al dottor Silvio Marco Guarriello sostituto procuratore della Repubblica di Foggia lo Short Master in Psicologia Giuridica e Forense nei Contesti Minorili e di Vulnerabilità, un percorso formativo rivolto a professionisti interessati ad acquisire o approfondire le competenze operative nei contesti giudiziari e di tutela, che vedrà coinvolti nelle lezioni procuratori, avvocati, psicologi, rappresentanti istituzionali e docenti.
A dirigere il master la professoressa Unifg Tiziana Quarto. “Non eravamo qui prima del 2021, siamo arrivati per volontà dell’ex rettore il prof Limone che ha istituito la psicologia universitaria. Il mio appello è di fare qualcosa per il benessere del territorio e per il contrasto alla violenza, dobbiamo assolutamente prestarci in maniera competente, non arrangiandoci. Bisogna formarsi, aggiornarsi e arrivare con nuove competenze. C’è tanto da fare e da imparare”.
È stata la Procura di Foggia negli anni di Vaccaro procuratore a sollecitare l’Ateneo ad istituire un percorso formativo altamente specialistico per esperti psicologi giudiziari. Il territorio, come ha spiegato la professoressa, chiedeva un’alta professionalità come urgenza. Gli albi da cui attingere per ctu sono ancora troppo piccoli.
Lo Short master è per psicologi già formati e abilitati perché il minore dentro il processo giudiziario, come testimone, vittima o imputato, non è isolato ma è dentro un contesto di vulnerabilità, i professionisti devono essere pronti a rispondere alle esigenze delle fasce fragili.
Il corso prevede la frequenza online per aprire la partecipazione anche ai professionisti che già lavorano. La durata è di 3 mesi e mezzo, 24 incontri spalmati di sabato e qualche venerdì.
È ammesso massimo il 30 per cento di assenze e sono previste lezioni laboratoriali. Ci sarà un esame finale con un elaborato.
Le avvocate minorili Anna Laura Celentano e Maria Emilia De Martinis hanno sottolineato la necessità di formare figure tecniche già pronte.
“Spesso siamo nominati curatori speciali e tutori del minore e abbiamo il rapporto diretto col minore, che va sempre accompagnato da una figura con una competenza professionale. Spesso abbiamo avuto delle difficoltà. Sono sicura che di questo master ne beneficeranno i minori e le partiti vulnerabili. Sicuramente i magistrati e la procura potranno avvalersi di perizie più complete e meno attaccabili, anche noi avvocati sapremo a chi affidarci. Ci saranno le consulenze di ufficio, ma anche quelle di parte. Aprire il master agli avvocati non aveva senso”, ha rimarcato Celentano.
Vaccaro dal suo canto ha evidenziato l’importanza degli esperti nel processo. Tanti i suoi racconti. “Un giorno sostituii un pm in udienza ed era in corso un processo su un chirurgo. Il perito diceva una serie di corbellerie. Mi accorsi della sua inadeguatezza, da parte dell’imputato c’era disagio. Cominciai a tastare le credenziali e le capacità dei periti. In un sistema che funziona il perito incompetente viene subito radiato. Ho sensibilità sul tema dei consulenti tecnici e dobbiamo cominciare a parlare di accreditamenti, perché le perizie influenzano i giudici che in determinati casi non conoscono materie tecniche. Un medico legale mi disse: io faccio il mestiere più bello del mondo. Ecco mi piacerebbe che accadesse anche con gli psicologi. Fare lo psicologo forense e giuridico è un terreno di elezione affascinante”.
Nella sua esperienza c’è anche il caso di una consulente psicologa che aveva sovrapposto i piani e si era proposta alla famiglia come psicoterapeuta del minore, contravvenendo a tutte le regole della deontologia medica. “Dobbiamo formare i consulenti – ha proseguito Vaccaro -. Questo entusiasmo ha coinvolto l’università e mi auguro che lo stesso entusiasmo prenderà chi si iscriverà. C’è un ambito in cui lo psicologo forense potrebbe essere molto utile ed è quello della Giustizia riparativa che non è quella sanzionatoria. Riparare il danno, favorire l’incontro tra la vittima e l’autore del resto. Non si può ricucire uno strappo senza uno psicologo”.










