Le nuove misure proposte dalla Commissione europea per la pesca nel Mediterraneo nel 2026 rischiano di travolgere uno dei settori più radicati dell’economia pugliese. L’allarme arriva da Coldiretti Pesca Puglia, che denuncia un quadro devastante per la flotta regionale, già segnata da anni di restrizioni e sacrifici.
Un settore già provato da anni di tagli e chiusure
“La proposta di Bruxelles rappresenta un ulteriore attacco a una filiera che ha già pagato più di ogni altra in Europa”, afferma Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca. Il comparto pugliese, secondo i dati CREA, vale 225 milioni di euro e conta 1.455 battelli, pari al 12,3% della flotta italiana. Un patrimonio che sostiene territori come Manfredonia, Molfetta, il sud Barese e il Salento, dove la pesca di gamberi, scampi e merluzzi e gli allevamenti in mare aperto di spigole, ombrine e orate sono vitali per l’economia locale.
Nel mirino riduzioni drastiche e limiti alle catture
Nel dettaglio, la proposta UE prevede un taglio del 64% allo sforzo di pesca a strascico e una riduzione del 25% per l’attività dei palangari. L’Adriatico sarebbe ulteriormente penalizzato con una diminuzione del 12% della pesca demersale, mentre per i pelagici è prevista una contrazione del 10%. A ciò si aggiungono nuovi limiti alle catture dei gamberi di profondità, che coinvolgerebbero le aree del Levante, dello Stretto di Sicilia e del Mar Ionio. Regole che, secondo Coldiretti, mettono in ginocchio le marinerie pugliesi.
Coldiretti: “Misure scollegate dalla realtà dei nostri mari”
“Queste misure ignorano la forte riduzione già subita dalla flotta italiana, le aree chiuse negli ultimi anni e gli investimenti fatti per la sostenibilità”, prosegue Borriello. Una distanza, quella tra Bruxelles e le marinerie locali, che Coldiretti definisce ormai “incolmabile”, denunciando il rischio concreto che centinaia di imprese possano perdere continuità, con ripercussioni economiche e sociali sulle comunità costiere.
L’appello al Governo: “L’Europa tutela, non distrugga la pesca”
Coldiretti Pesca chiede al Governo un intervento deciso al prossimo Consiglio Agrifish per modificare radicalmente un regolamento che definisce “incongruente”. L’associazione ricorda che senza correttivi si comprometterebbe non solo la sopravvivenza delle marinerie, ma anche la possibilità per i cittadini di consumare pescato italiano, fresco e sicuro. “L’Europa non può nascere per distruggere la pesca, ma per tutelarla”, è il messaggio rivolto all’esecutivo in vista dei negoziati decisivi.












