Si è chiuso tra condanne e patteggiamenti il processo “Sed” dal nome dell’operazione della Direzione distrettuale antimafia sul narcotraffico tra Foggia, nord Barese, Molise e Abruzzo. A settembre 2024, Dia di Foggia e procura antimafia di Bari fermarono 12 persone, 11 in carcere e una ai domiciliari, altre 15 sottoposte ad interrogatorio preventivo.
La maxi retata consentì di documentare e di raccogliere un solido quadro probatorio a carico dell’associazione indagata che, tra luglio 2020 e novembre 2021, avrebbe distribuito sul mercato illecito oltre 20 chili di cocaina purissima equivalenti ad oltre 83.000 dosi (circa 6,6 milioni di euro).
Le condanne
Il gup del Tribunale di Bari, nel processo con rito abbreviato, ha inflitto quasi 120 anni di carcere: Ciro Albanese, 4 anni e 8 mesi di reclusione; Quirino Barbetti, 5 anni e 4 mesi; Leonardo Bruno, 18 anni e 2 mesi; Marianna Bruno, 6 anni; Vincenzo Colucci, 4 anni e 8 mesi; Vincenzo Cupo, 11 anni e 4 mesi; Andrea Delli Carri, 5 anni; Daniele Delli Carri, 15 anni e 10 mesi; Carlo Iaconeta, 4 anni e 6 mesi; Giacomo Mastrapasqua, 8 anni; Vincenzo Piccirilli, 9 anni e 10 mesi; Tommaso Pizzetta, 2 anni e 8 mesi; Francesco Racano, 4 anni; Oto Raffa, 5 anni e 10 mesi; Giovanni Sinesi, 8 anni; Giacomo Vecera, 2 anni e 8 mesi; Michele Vinciguerra, 3 anni e 4 mesi.
Il quadro accusatorio
Principali imputati i foggiani Giuseppe Bruno (unico degli imputati ad aver scelto il rito ordinario, processo a Foggia) e Leonardo Bruno, 58 e 36 anni, padre e figlio e i concittadini Daniele e Andrea Delli Carri, Vincenzo Piccirilli, Giovanni Sinesi (nipote del boss Roberto Sinesi), Vincenzo Cupo, Francesco Racano e Marianna Bruno. Tra gli altri Quirino Barbetti di Lucera, Oto Raffa, avellinese ma residente in Molise, Carlo Iaconeta di Manfredonia e Giacomo Mastrapasqua di Bisceglie.
A parere degli inquirenti, i due Bruno, titolari di una carrozzeria di via Manfredonia a Foggia monitorata dagli investigatori, avrebbero avuto un ruolo centrale, curando i rapporti con i fornitori e gestendo la distribuzione. Daniele Delli Carri avrebbe fornito supporto negli acquisti e nel trasporto della droga, mentre Vincenzo Piccirilli si sarebbe occupato della custodia e della gestione del denaro. Dopo l’arresto di Piccirilli, il ruolo di magazziniere e distributore sarebbe passato a Giovanni Sinesi.
Nel ruolo di distributori al dettaglio ci sarebbero stati Vincenzo Cupo e Francesco Racano, mentre Marianna Bruno venne indicata come una stabile acquirente per la piazza di Foggia. Oto Raffa, invece, avrebbe gestito lo spaccio a Serracapriola.
Le prove raccolte inclusero intercettazioni, sequestri di droga e arresti in flagranza, oltre alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Carlo Verderosa, ex affiliato al clan Moretti che iniziò a collaborare con la giustizia nel dicembre 2019.
Un’operazione nata da un’indagine internazionale
L’operazione “Sed”, il cui nome deriva dal termine utilizzato in alcune intercettazioni per riferirsi alla cocaina, è collegata alla più ampia inchiesta “Shpirti”, condotta da Dda e magistratura albanese su un traffico internazionale di droga e un giro di corruzione che, nel luglio 2021, portò all’arresto di 38 persone in Albania, tra cui un magistrato e tre funzionari.
Dall’analisi di un telefono intestato fittiziamente a una donna romena, ma in uso a un presunto narco-trafficante foggiano, gli investigatori individuarono una rete radicata a Foggia e attiva anche a Lucera, Serracapriola, Volturino e Pescara. Nelle intercettazioni, per indicare la droga venivano utilizzati termini in codice come “banane”, “sed”, “panetti”, “pelati”, “sedia”, “fumo”, “bimbi” e “crack”, mentre le quantità erano indicate con “grande, medio, piccolo”.










