Ancora un sequestro di telefonini nel carcere di San Severo, dove la polizia penitenziaria ha intercettato l’ennesimo tentativo di introdurre materiale proibito tra i detenuti. L’ultimo episodio risale al 28 novembre, quando gli agenti hanno recuperato due telefoni cellulari completi di caricabatterie, cavetti e schede sim, nascosti tra le stanze del secondo piano dell’istituto.
A far scattare l’allarme è stato l’addetto al sistema di videosorveglianza, che ha notato movimenti sospetti tra alcuni reclusi. Il comandante di reparto ha immediatamente attivato il protocollo previsto, disponendo una perquisizione che ha portato al sequestro del materiale.
Un nuovo episodio che conferma un trend in preoccupante crescita. Il 2025, spiegano dal Sappe, sarà ricordato come “l’anno con il maggior numero di sequestri di telefonini e droga”, con “centinaia e centinaia di apparecchi rinvenuti” e chilogrammi di sostanze stupefacenti intercettati in tutti gli istituti penitenziari pugliesi, da Lecce a Taranto, da Bari a Foggia, fino alle strutture più piccole come Turi e San Severo.
A facilitare l’ingresso illecito di cellulari e droga è soprattutto l’uso dei droni, sempre più impiegati dai gruppi criminali per trasportare oggetti dall’esterno direttamente sotto le finestre delle celle.
Il Sappe, nel complimentarsi con il personale del carcere di San Severo per “professionalità e tempestività”, torna a denunciare una situazione ormai emergenziale. “L’istituto soffre di una grave carenza di organico – sottolinea il sindacato –, una condizione che espone il personale a rischi crescenti e rende difficile garantire la sicurezza”.
Una richiesta ribadita anche durante la recente visita del Capo del Dap, al quale il Sappe ha chiesto interventi urgenti per colmare il vuoto di poliziotti penitenziari e riportare l’istituto in condizioni operative adeguate.











