Il divieto della Questura di Foggia di autorizzare la manifestazione provinciale per la riapertura della Biblioteca “La Magna Capitana” ha scatenato una durissima reazione da parte del Comitato promotore, che parla senza mezzi termini di un “grave attacco alle libertà costituzionali” e di una compressione del diritto alla partecipazione democratica.
La notifica del provvedimento, firmata dal questore Alfredo D’Agostino e consegnata il 21 novembre, ha bloccato la mobilitazione prevista per domani, 22 novembre, dedicata unicamente – precisano gli organizzatori – al futuro della biblioteca chiusa da oltre due anni e mezzo e al diritto dei cittadini ad accedere ai luoghi della cultura.
“Motivazioni pretestuose: nessuna propaganda elettorale”
Il Comitato respinge con forza l’interpretazione della questura secondo cui l’iniziativa costituirebbe una forma indiretta di propaganda politica in vista del voto regionale. “Non era previsto alcun intervento di candidati né la presenza di simboli o slogan. Avevamo scelto proprio il giorno del silenzio elettorale per evitare strumentalizzazioni”, spiegano.
La battaglia, affermano, riguarda l’inerzia che ha tenuto chiusa la principale biblioteca pubblica della Capitanata per quasi 900 giorni. “Non volevamo offrire passerelle a nessuno: volevamo parlare della biblioteca e del suo futuro”.
Il Comitato: “Metodo arbitrario e lesivo dei diritti”
Gli organizzatori contestano anche le modalità con cui la Questura ha gestito la vicenda. Il 15 novembre – ricostruiscono – sarebbe stata imposta la trasformazione della manifestazione da corteo a semplice presidio, per presunte “carenze di personale”, mentre a Taranto, pur in periodo elettorale, un corteo ben più numeroso sarebbe stato autorizzato.
Il Comitato afferma inoltre che ogni tentativo di mediazione sarebbe stato ignorato e che il divieto ufficiale sarebbe arrivato soltanto alla vigilia dell’iniziativa, impedendo di fatto di ricorrere al TAR.
“Perché fermare i cittadini e non chi ha bloccato la Biblioteca?”
Particolarmente contestata la motivazione secondo cui tra i partecipanti potrebbero esservi “soggetti malintenzionati animati da intenti contestativi ed oppositivi”.
“Questo giudizio diffidente offende l’intelligenza della città e colpisce proprio quei cittadini più attivi e consapevoli”, replica il Comitato, che chiede invece che si indaghi sul perché un semplice adeguamento antincendio abbia portato alla paralisi quasi triennale della biblioteca.
Appello alla città e conferenza stampa urgente
Il Comitato invita associazioni, sindacati, realtà civiche, partiti e movimenti a prendere posizione contro quella che definisce “una scelta liberticida” e convoca una conferenza stampa urgente per sabato 22 novembre alle ore 17, davanti al Pronao della Villa Comunale.
L’obiettivo è spiegare le ragioni della protesta e diffondere informazioni sull’iter amministrativo dei lavori della “Magna Capitana”.
La mobilitazione non si ferma: nelle prossime settimane sarà annunciata una nuova data per una grande manifestazione provinciale. “La città non si farà zittire”, conclude il Comitato.










