Un’organizzazione strutturata, meticolosa, capace di cambiare telefoni, basi operative e strategia ogni volta che un arresto rischiava di indebolirla. È questo il profilo della “batteria criminale” smantellata nella maxi operazione “Car Jackals”, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani e coordinata dalla Procura di Trani, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari in carcere nei confronti di quattro uomini ritenuti responsabili, a vario titolo, di furti pluriaggravati di autovetture e ricettazione.
Il blitz è scattato all’alba del 19 novembre, con l’intervento dei militari del nucleo investigativo, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, dal nucleo cinofili di Modugno e dal 6° nucleo elicotteri di Bari. Le misure sono state firmate dal Gip del tribunale di Trani, che ha accolto la richiesta degli inquirenti sulla base di un impianto indiziario ritenuto grave, pur nel rispetto della presunzione d’innocenza e delle verifiche future in sede processuale.
L’indagine, durata da dicembre 2023 a marzo 2024, ha ricostruito una serie di furti avvenuti soprattutto a Barletta e, in alcuni casi, a Margherita di Savoia. Le auto rubate venivano portate nelle campagne di Cerignola, dove venivano smontate per reimmettere i pezzi nel mercato parallelo dei ricambi. Un meccanismo rodato, rafforzato da telefoni “operativi” fittiziamente intestati, scambi di squilli notturni come segnale di avvio delle azioni e un linguaggio volutamente criptico.
In uno dei servizi di osservazione, i carabinieri intercettarono un’Audi A3 che trainava una Peugeot 208 appena rubata. Alla vista del posto di controllo, l’autista decise di forzare il blocco, tentando una fuga spericolata: accelerò verso un militare, poi speronò un’auto di servizio che cercava di sbarrargli la strada. Riuscì a dileguarsi, salvo essere rintracciato poco dopo mentre bruciava l’Audi, priva di targhe, nelle campagne di Andria. Nonostante l’arresto, il gruppo riuscì a riorganizzarsi velocemente, dotandosi di nuove SIM e di un altro veicolo, spostando inoltre la base logistica in un deposito agricolo di Corato. Anche quella struttura fu individuata attraverso un nuovo servizio di pedinamento, portando all’arresto in flagranza di altri due indagati.
Nel covo furono trovati una Volkswagen Golf rubata, un disturbatore di frequenze, strumenti meccanici ed elettronici utilizzati per neutralizzare sistemi di sicurezza e portare via le vetture in pochi minuti.
Al termine dell’operazione, i quattro uomini – tre di Andria e uno di Cerignola, tutti tra i 40 e i 50 anni – sono stati condotti in carcere. L’Arma sottolinea che l’attività investigativa prosegue e che i fatti contestati dovranno essere verificati nel contraddittorio del processo, dopo l’interrogatorio di garanzia e la valutazione dei difensori.
Un risultato importante nella lotta ai reati predatori, fenomeno particolarmente diffuso nel territorio della Bat, dove il furto d’auto rappresenta una delle principali emergenze.










