Si terrà mercoledì 12 novembre alle ore 17.30, nella suggestiva cornice della Basilica Cattedrale di Foggia, il Giubileo diocesano del mondo educativo, promosso dall’Ufficio per l’Educazione, la Scuola e l’Università dell’Arcidiocesi Metropolitana di Foggia-Bovino in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia. L’incontro sarà un momento di confronto e riflessione sulle sfide che la formazione contemporanea pone a educatori, insegnanti e studenti, in un contesto culturale in continua evoluzione.
Educare come atto di speranza e responsabilità condivisa
Il Giubileo trae ispirazione dalla Lettera Apostolica di Papa Leone, “Disegnare nuove mappe di speranza”, diffusa in occasione del 60º anniversario della dichiarazione conciliare Gravissimum educationis. Nel testo il Pontefice ricorda che “educare è un atto di speranza e una passione che si rinnova”, un “mestiere di promesse” che restituisce alle parole il loro peso autentico e ricuce il tessuto delle relazioni umane. Un messaggio che trova piena attuazione nell’evento di Foggia, pensato per unire le energie del mondo ecclesiale e accademico al servizio delle nuove generazioni.
Accademia e Chiesa unite nel segno del dialogo
A intervenire saranno la professoressa Barbara De Serio, ordinaria di Storia della pedagogia e dell’educazione e direttrice del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, e la professoressa Cecilia Costa, sociologa dell’Università Roma Tre e consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. La loro relazione, dal titolo “Le nuove generazioni tra tecnologia, disincanto e spiritualità. Sfide e opportunità educative a partire dall’odierno contesto culturale, sociale ed ecclesiale”, offrirà uno sguardo profondo sulle tensioni e le potenzialità dell’educazione nel mondo di oggi.
La Cattedrale di Foggia simbolo di una comunità che educa
L’apertura dei lavori sarà affidata ai saluti di monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo metropolita di Foggia-Bovino, e del rettore Lorenzo Lo Muzio, che sottolineeranno la volontà di rafforzare il legame tra fede, scuola e università. Al termine dell’incontro, l’arcivescovo guiderà un momento di preghiera, a suggello di un appuntamento che intreccia cultura e spiritualità, memoria e futuro.











