“Foggia parte da lontano, ma corre veloce, segno che la direzione è quella giusta: lavoro, investimenti e fiducia nelle nostre comunità stanno producendo risultati concreti, la Puglia cresce e Foggia con lei”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, commentando i dati diffusi da Unioncamere e dal Centro Studi Tagliacarne, secondo cui la Puglia è tra le regioni che nel 2024 hanno corso più velocemente: il valore aggiunto, cioè la ricchezza effettivamente prodotta da imprese, lavoratori e amministrazioni, è cresciuto del +3,13% rispetto al 2023, ponendo la regione al secondo posto in Italia, subito dopo la Sardegna.
Il risultato più sorprendente arriva dalla provincia di Foggia, che si colloca al terzo posto nazionale nella graduatoria delle 107 province italiane, con una crescita del +4,22% del valore aggiunto.
“Il valore aggiunto – sottolinea Piemontese – è la misura più concreta della crescita economica, dato che indica quanto un territorio produce in termini di beni e servizi, al netto dei costi sostenuti, e quando leggiamo nelle tabelle che i risultati sono ‘ai prezzi correnti’ significa che gli studi tengono conto dei valori reali dell’anno, senza aggiustamenti per l’inflazione”.
Il risultato pugliese e foggiano non va letto come un segno di ricchezza improvvisa, ma come il segnale di un’economia in movimento, che sta recuperando terreno dopo anni di difficoltà. Infatti, mentre il Nord cresce in media dell’1,7%, il Mezzogiorno avanza quasi il doppio, con un +2,9%.
“La Puglia – osserva il vicepresidente della Regione – è tra le protagoniste di questa ripresa. Nel caso della provincia di Foggia, la spinta arriva soprattutto da agricoltura, che cresce del +22,6%, segno di una filiera agroalimentare viva e innovativa; da commercio, turismo e servizi, che avanzano del +3,9%, a conferma della centralità della Capitanata nel turismo e nella logistica; mentre la manifattura resta in difficoltà, in linea con il trend negativo nazionale”.
“Pur restando una delle aree italiane con redditi e occupazione più bassi – conclude Piemontese – la Capitanata si conferma in ripresa, segno di un’economia che reagisce e investe: un risultato che premia il lavoro di chi, ogni giorno, contribuisce a far crescere il territorio e testimonia la validità delle politiche regionali per lo sviluppo che abbiamo messo in campo, dalla mobilità alle infrastrutture, fino al sostegno alle imprese e all’agricoltura”.










