Una storia di dolore e indignazione scuote la comunità di Borgo La Rocca Duenaria, alle porte di Foggia. La cagnolina Neve, conosciuta e amata da tutti nel borgo, è scomparsa nel nulla dopo essere stata prelevata il 23 settembre scorso dagli operatori dell’ASL di Foggia per una semplice sterilizzazione. Da quel giorno, nessuno l’ha più rivista.
A raccontare la vicenda è Anna Loberto, che ha deciso di rivolgersi ai media per chiedere aiuto: “Neve è stata portata via su nostra richiesta per essere sterilizzata. Ci era stato detto che sarebbe tornata presto, ma non è mai più tornata a casa. Abbiamo ricevuto solo versioni contraddittorie e nessuna spiegazione ufficiale. È inaccettabile”.
Un animale di comunità amato da tutti
Neve non era una randagia qualsiasi. Viveva libera ma accudita, circondata dall’affetto dei residenti di Borgo La Rocca Duenaria. “È cresciuta davanti alla casa dei miei genitori insieme alla sorella, che ancora oggi vive con loro. Anche se non era ‘nostra’ in senso di proprietà, era parte della famiglia”, spiega Loberto.
La cagnolina aveva anche cinque cuccioli, rimasti senza la loro madre dopo la sua scomparsa. “Mio padre e mia madre se ne prendono cura ogni giorno, ma il dolore per la perdita di Neve è grande. Non si può accettare che un animale sparisca dopo un trattamento sanitario richiesto con fiducia alle istituzioni”.
Versioni discordanti e nessuna risposta
Secondo quanto riferito, dopo il prelievo l’animale sarebbe dovuto tornare a breve nel borgo. Ma dal responsabile ENPA, incaricato della restituzione, sarebbero arrivate spiegazioni confuse. “Alla fine ci ha detto di averla ‘rilasciata davanti al borgo’, senza avvisare nessuno”, racconta Loberto. “Da allora non l’abbiamo più vista. Abbiamo contattato l’assessora Simona Mendolicchio, scritto al dirigente dell’ASL Lauriola, inviato PEC e persino avviato un’azione legale. Ma nessuno ci ha risposto”.
Insieme a Loberto, anche Anna Rita Melfitani si è impegnata sin dal primo momento nelle ricerche e nella diffusione dell’appello. “Neve non può sparire nel silenzio e nell’indifferenza. Vogliamo solo la verità”, ribadiscono.
Un caso che riaccende il dibattito sul randagismo
La vicenda riporta al centro l’emergenza randagismo in Capitanata, dove la gestione degli animali vaganti e delle sterilizzazioni è spesso oggetto di polemiche. “Se questo è il modo in cui vengono trattati gli animali, allora è tempo che qualcuno si assuma le proprie responsabilità o lasci quel lavoro. Gli animali non sono numeri: sono vite, e meritano rispetto”, conclude Loberto.
La speranza della comunità è che Neve possa essere ritrovata, o che almeno venga fatta piena luce su quanto accaduto. Nel frattempo, sui social cresce la mobilitazione per chiedere chiarezza e giustizia.










