Dopo dieci anni lontano dalle istituzioni, Nichi Vendola torna in politica. L’ex presidente della Regione Puglia, protagonista della cosiddetta “primavera pugliese”, si ricandida al Consiglio regionale nelle fila di Alleanza Verdi Sinistra. “Torno per un vincolo di solidarietà con la mia comunità politica”, ha dichiarato in un’intervista a Repubblica Bari.
“Non pensavo di tornare, ma mi ha spinto l’affetto della gente”
Vendola racconta di aver chiuso la sua esperienza da governatore nel 2015 con la convinzione di “riprendersi la vita”. “Ero stremato da anni di impegno e di assenza di riposo – spiega –. Non mi sfiorava l’idea di un rientro nelle istituzioni. Poi mi ha spinto l’affetto della gente e la responsabilità verso la mia comunità politica”.
“Avs supererebbe la soglia anche senza di me”
La sua candidatura nasce su proposta di Avs, che punta a superare la soglia di sbarramento del 4% prevista dalla legge elettorale pugliese. Vendola, però, respinge l’idea di una candidatura “di salvataggio”: “Alleanza Verdi e Sinistra è una realtà in crescita. Le nostre battaglie per la giustizia sociale, ambientale e per la pace sono oggi più attuali che mai. Supereremmo la soglia anche senza di me”.
“Il vero pericolo è l’astensionismo”
Secondo l’ex presidente, il principale rischio non è politico ma civico: “Il vero pericolo è l’ulteriore crescita del non voto. L’astensionismo è il segno di una crisi profonda della democrazia. Chi non vota è schifato e rassegnato, non crede più che la politica possa migliorare la sua vita”.
“Quando destra e sinistra si confondono, la democrazia si ammala”
Rispondendo a una domanda sull’attuale assetto politico pugliese, Vendola sottolinea l’importanza di un’opposizione forte e coerente. “Quando si mescolano le carte e non si capisce più cosa sia la destra e cosa la sinistra, la democrazia si indebolisce. È in quel momento che la gente dice: ‘siete tutti uguali’. E smette di votare”.
“Nessuna ambizione personale: farò il consigliere regionale”
Vendola esclude di puntare a ruoli di vertice nella futura assemblea regionale: “Non ambisco ad alcun incarico, voglio semplicemente fare bene il consigliere regionale. Questo per me è già un impegno enorme e prezioso”.
“Con Decaro una ferita, ma prevale la razionalità politica”
Sulla vicenda del veto iniziale alla sua candidatura da parte di Antonio Decaro, Vendola ammette: “Porto nel cuore una ferita grande, ma prevale la razionalità politica. Penso che Decaro saprà essere all’altezza del compito di guidare la Puglia in un momento così complesso”.
“Nessuna incompatibilità con l’ex Ilva”
A chi evoca il rischio di incompatibilità legato alla vicenda giudiziaria sull’ex Ilva, Vendola replica con fermezza: “Semplicemente non esiste il rischio di incompatibilità. Tutti gli approfondimenti giuridici lo confermano. L’unica mia incompatibilità è con il malaffare e la corruzione”.
“Serve una Puglia solidale, non un libro dei sogni”
Sul piano programmatico, l’ex presidente indica le priorità: “Abbiamo portato al tavolo di Avs proposte concrete, non un libro dei sogni. Vogliamo una Puglia che abbatta i muri della solitudine, della povertà e dell’abbandono, investendo su innovazione e giovani”.
“Contro l’autonomia differenziata e la corsa al riarmo”
Nichi Vendola torna anche a parlare del rapporto con il governo nazionale: “La Puglia dovrà confrontarsi con la ferocia della destra di Giorgia Meloni. L’autonomia differenziata è una schifezza che crea cittadini di serie A e di serie B. Tocca a noi invocare più infermieri e meno cannoni, rimettere in pista la Puglia arca di pace”.











