La Puglia alle prese con una nuova emergenza legata alla tropicalizzazione del clima: l’invasione dei pappagalli verdi, in particolare dei parrocchetti monaci (Myiopsitta monachus), che stanno mettendo in ginocchio frutteti e mandorleti. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che annuncia l’avvio di un piano di monitoraggio e gestione in collaborazione con Regione Puglia e Università “Aldo Moro” di Bari.
Secondo Coldiretti, la proliferazione di questi volatili è iniziata a Molfetta, dove il primo insediamento fu registrato su un eucalipto nella contrada “Madonna delle Rose”. Da lì, i pappagalli hanno colonizzato città e campagne tra Bari, Bisceglie, Giovinazzo, Palese, Santo Spirito, Bitonto, Bitetto, Palo del Colle, Binetto e Grumo Appula, fino a raggiungere l’Alta Murgia.
Mandorleti sotto assedio
I pappagalli, spiegano gli agricoltori, spaccano i gusci delle mandorle ed estraggono il frutto con la lingua, lasciando alberi danneggiati e raccolti distrutti. Un colpo durissimo per una produzione già in crisi per siccità e cambiamenti climatici.
Attualmente, in Puglia sono destinati alla coltivazione del mandorlo oltre 19mila ettari, pari al 35% del totale nazionale, per una produzione di oltre 264mila quintali (un terzo di quella italiana). Bari guida la classifica regionale con 148mila quintali e 12.500 ettari coltivati, seguita da Brindisi (54mila quintali e 4.500 ettari) e Foggia (21.500 quintali e 1.450 ettari).
“Le segnalazioni si moltiplicano – denuncia Coldiretti – e i danni sono sempre più gravi. Serve un intervento coordinato per tutelare il patrimonio agricolo e frenare un fenomeno che rischia di compromettere intere colture”.
Non solo pappagalli: gli altri “nemici” delle campagne
A peggiorare la situazione, si aggiungono gli storni, che distruggono fino al 60% della produzione di olive nelle zone costiere, e il granchio blu, ormai stabile lungo le coste adriatiche e joniche, dalla laguna di Lesina e Varano fino al Salento, con danni pesantissimi alla pesca artigianale.
Coldiretti ricorda anche le emergenze legate alla fauna selvatica, dai cinghiali ai lupi, fino ai cani inselvatichiti, con danni stimati in oltre 30 milioni di euro l’anno per le aziende agricole pugliesi.
“La tropicalizzazione del clima – conclude Coldiretti Puglia – sta modificando in modo profondo gli ecosistemi e le economie rurali. Urgono misure strutturali per difendere l’agricoltura e la biodiversità del territorio”.












