Èstato firmato in Prefettura a Foggia il protocollo d’intesa per la prevenzione e la gestione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e socio-sanitari.
Sottoscritto dal prefetto Paolo Grieco insieme ai rappresentanti dell’Asl di Foggia, del Policlinico Ospedali Riuniti di Foggia e dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, alla presenza dei vertici delle Forze di Polizia, l’accordo pone attenzione alle strutture ritenute ad alto rischio, come i pronto soccorso, i punti di primo intervento – servizio emergenza urgenza 118, gli ambulatori di continuità assistenziale, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, i centri di salute mentale, i servizi dipendenze patologiche e gli altri servizi delle strutture sanitarie.
Sarà promosso l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza, di sistemi di teleallarme, di servizi di vigilanza (servizi di sicurezza complementare) nonché di eventuali altre tecnologie, individuate dalla Regione Puglia.
“La firma di questo protocollo si inserisce in un percorso già avviato da tempo che è volto a garantire maggiore sicurezza al personale sanitario non solo degli ospedali ma di tutte le strutture a diretto contatto con il pubblico”, ha sottolineato il prefetto Grieco.
Si tratta di un ulteriore strumento di risposta per le direzioni sanitarie.
“Il protocollo impegna ancora di più su una serie di punti focali a cui si aggiungono anche i parcheggi, dove va in scena continuamente una aggressione al benessere del lavoratore. In questa dimensione l’impegno delle direzioni è gravoso. Si tratta di interventi culturali e strutturali, pensiamo ai Pronto Soccorso, agli impianti di videosorveglianza”, ha detto il dg Asl Antonio Nigri.
Il problema centrale resta un servizio che va organizzato con la carenza di numero di operatori sanitari.
La rete di emergenza urgenza impegna in tutto anche l’estate più di 1000 operatori. E il protocollo appena firmato rappresenta un gioco di squadra.
Netta la dirigente del Policlinico, Elisabetta Esposito. “Abbiamo avuto episodi drammatici a seguito dei quali l’attenzione è stata massima con la messa a punto di interventi strutturali.
Abbiamo modificato i percorsi e gli ambienti in cui i pazienti e i parenti vengono a sostare in attesa dei referti. Sulla base delle linee guida regionali abbiamo stilato una procedura di prevenzione che ha attenzionato tutte le fasi in cui l’episodio può verificarsi. Ci sono dei dispositivi di chiamata alla Polizia di stato ed e’ stato individuato un operatore di processo identificato con un abbigliamento particolare.
Il protocollo è un grande risultato, è un grande momento storico al fine di prevenire e cambiare l’atteggiamento mentale degli utenti e degli operatori. Il legislatore nazionale è intervenuto”.
Positivo Gino Gumirato dell’ospedale di San Giovanni. “Noi non abbiamo subito episodi così gravi ma probabilmente si tratta di una casualità. Noi cercheremo di fare prevenzione con la formazione. Stiamo immaginando una completa revisione dell’accesso al Pronto Soccorso. Il nostro Pronto soccorso ha troppi pochi spazi per gli operatori. Dobbiamo assolutamente fare innovazione”.










