La perdita dei 114 milioni di euro del Pnrr destinati allo smantellamento dei ghetti in provincia di Foggia riaccende la polemica politica. A denunciarla sono Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale di Cambia, e Armando Morelli, responsabile immigrazione dello stesso movimento, che parlano di una vera e propria “batosta” per il territorio.
“Fallimento grave sotto molteplici punti di vista”
“Un’ennesima batosta, per il nostro territorio cittadino e provinciale, si è abbattuta sulle speranze di vedere risolta l’annosa questione dello smantellamento del ghetto di Borgo Mezzanone e di tutti gli insediamenti informali”, affermano Angiola e Morelli.
I due esponenti di Cambia sottolineano come la perdita dei fondi rappresenti l’ennesima occasione sprecata per affrontare una delle emergenze sociali più gravi della Capitanata. “Abbiamo perso 114 milioni di euro del Pnrr e sembra la solita ineluttabile fine che fanno tutte le iniziative di rilevanza strategica che riguardano questa parte di Paese”.
“La dignità umana calpestata da una politica distratta”
Secondo i due rappresentanti, la questione va oltre il piano economico e tocca i diritti fondamentali: “La dignità delle persone che vivono nei ghetti è ormai ‘pezza da piedi’. Il senso di umanità e la garanzia minima dei diritti sono disattesi da una politica distratta, abulica, miope ed egoisticamente ingolfata”.
Angiola e Morelli puntano il dito anche contro il Governo nazionale, accusato di non aver messo in campo “nessuna azione straordinaria” per affrontare una situazione definita “uno scempio incancrenito nel territorio di Capitanata”.
Sicurezza e indifferenza istituzionale
Il comunicato richiama anche il tema della sicurezza, con riferimento alle ripercussioni sul quartiere Ferrovia di Foggia e sull’intera città. “La grande presenza di immigrati irregolari è dannosa per coloro che regolari lo sono, che lavorano, pagano le tasse, rispettano la legge e contribuiscono alla crescita della nostra società”.
Per Angiola e Morelli, il silenzio delle istituzioni è ormai insostenibile. “L’impressione è quella di un generale disinteresse da parte di Europa, Governo e Regione. Il fatto che mantenere il gran Ghetto e gli altri satelliti nel territorio foggiano sia una scelta egoistica e voluta è ormai più che un sospetto. Tutti sanno che il ‘bubbone’ è qui e non altrove”.
“La Capitanata non sia il non luogo dell’invisibilità”
L’appello finale è diretto alle istituzioni locali: “Basta! Regione Puglia e Comuni del foggiano si facciano sentire e pretendano una soluzione certa e definitiva, al di là degli ingenti fondi ormai perduti. Lo chiede la gente, lo chiede la storia e lo reclama l’ultimo barlume di sensibilità umana”.










