La ferita da arma da taglio alla spalla di un 43enne aggredito in via Arpi tra sabato 11 e domenica 12 ottobre è l’ennesimo segnale di allarme sulla sicurezza a Foggia. Dal centro storico al quartiere Ferrovia, pestaggi, risse e microcriminalità alimentano una percezione di abbandono che il movimento civico Cambia e il gruppo “Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia” trasformano in due richieste convergenti: più forze dell’ordine, presidio continuo e, se necessario, l’Esercito in supporto.
Rinforzi immediati e “Strade Sicure” potenziata
Il segretario provinciale di Cambia, il consigliere comunale Nunzio Angiola, parla di “misura colma” e invoca un rafforzamento urgente degli organici in Capitanata, insieme all’estensione dell’Operazione “Strade Sicure” nei punti più critici della città. Richiama i dati diffusi dai sindacati FSP, SIULP e SAP su una carenza di oltre 150 agenti e sprona prefetto e sindaca a “far sentire la voce di Foggia” presso il Governo per ottenere più personale, più mezzi e un coordinamento più stringente sul territorio.
“L’Esercito non è un tabù: è una necessità”
Nel documento del gruppo “Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia” si chiede di impiegare i militari nel quartiere Ferrovia e nel centro storico in concorso con le forze di polizia, richiamando la cornice normativa del DL 92/2008 e successive proroghe. Gli attivisti citano l’esempio di città come Bari, Roma, Milano e Napoli, dove l’Operazione “Strade Sicure” ha affiancato polizia e carabinieri liberandoli da compiti statici e aumentando presidio e controlli nelle aree sensibili. A Foggia, ricordano, una petizione con oltre 3.300 firme giace senza risposta.
Controlli quotidiani e ordinanze mirate
Gli attivisti elencano episodi recenti tra risse, accoltellamenti, incendi e aggressioni, insistendo su controlli quotidiani in negozi e fondi al piano strada trasformati in alloggi di fortuna, sul ripristino di ordinanze anti-alcol nelle zone calde e su un “filo diretto” tra istituzioni e residenti. “Non si tratta di militarizzare la città – sostengono – ma di affiancare le forze dell’ordine con un presidio visibile e continuativo”.
La pressione sulla filiera istituzionale
Per Nunzio Angiola la risposta deve essere “straordinaria” e immediata: più personale per polizia e carabinieri, potenziamento dell’Esercito in supporto e una cabina di regia che superi i blitz spot a favore di un pattugliamento capillare e costante. Il gruppo “Difendiamo il Quartiere Ferrovia” rilancia: “Perché a Bari sì e a Foggia no?”. In attesa di risposte, la città fa i conti con un sentimento di insicurezza che, senza interventi strutturali, rischia di cronicizzarsi.










