Il futuro dell’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia torna di nuovo appeso a un filo. Dopo il ritiro della compagnia Lumiwings, la senatrice Annamaria Fallucchi di Fratelli d’Italia lancia un duro monito: “Senza la continuità territoriale, e ora anche senza Lumiwings, il Gino Lisa rischia di tornare nel limbo da cui era riemerso nel 2022”.
Bandi deboli e soluzioni a termine
Per la parlamentare, i voli incentivati tramite bandi regionali – come quello che aveva permesso a Lumiwings di operare da Foggia – non possono rappresentare un modello di sviluppo duraturo. “Sono strumenti utili ma fragili, che offrono respiro solo per periodi limitati. Non si può costruire il futuro di uno scalo su iniziative temporanee”. L’unica soluzione solida, ribadisce, resta la continuità territoriale, un sistema di collegamenti sovvenzionati dallo Stato per garantire il diritto alla mobilità nelle aree più isolate.
Il Ministero attende lo studio tecnico
Il dossier è ora nelle mani del Ministero dei Trasporti, che – sottolinea Fallucchi – “è ancora in attesa di ricevere lo studio tecnico aggiornato capace di dimostrare l’effettivo isolamento della Capitanata e la conseguente necessità del collegamento aereo”. Solo con quel documento si potrà avviare la procedura per ottenere il riconoscimento della continuità territoriale.
“Il Gino Lisa resta vulnerabile, la città tace”
Senza questa misura strutturale, lo scalo foggiano resterà “vulnerabile e dipendente da compagnie che, come si è visto, possono fallire o ritirarsi in ogni momento”. Poi l’affondo finale: “Ora che Lumiwings è fuori, la continuità territoriale torna a essere l’unica vera soluzione strutturale per garantire un futuro al Gino Lisa… e la città del Gargano, intanto, resta muta”.










