Il carcere di Foggia ancora una volta sotto i riflettori degli investigatori. Nelle scorse ore si è conclusa l’ennesima attività nel giro di pochi mesi. Ad agosto un agente penitenziario venne pizzicato per furto di generi alimentari, stavolta invece due suoi colleghi sono stati fermati con l’accusa di aver introdotto nelle celle sim, telefoni e persino droga. Uno è stato arrestato con custodia cautelare in carcere, l’altro sospeso dal servizio per un anno.
Dalla Guardia di Finanza che ha eseguito l’operazione evidenziano la stretta collaborazione con i vertici della polizia penitenziaria, in prima linea per scovare le mele marce all’interno dell’istituto di via delle Casermette.
Stando alle prime indiscrezioni, gli indagati avrebbero agito in cambio di compensi economici stabiliti sulla base di un tariffario: sim, telefoni e droga avevano costi diversi, leggermente superiori al “mercato” esterno. All’interno del carcere i destinatari degli stupefacenti avrebbero a loro volta rivenduto la “roba” ottenuta dagli agenti.
Nello stesso contesto investigativo, sono state denunciate a piede libero altre sei persone per il reato di accesso indebito a dispositivi mobili: cinque detenuti e un libero professionista, si tratterebbe di un avvocato.










