Confermato l’ergastolo per Giovanni Iannoli detto “Smigol”, 39enne di Vieste. Anche per i giudici della Corte d’Appello di Bari, secondo grado di giudizio, l’imputato merita il massimo della pena per l’omicidio di Antonio Fabbiano e il tentato omicidio di Michele Notarangelo avvenuti il 25 aprile 2018 nell’ambito della guerra di mafia viestana tra i clan Raduano e Iannoli-Perna.
“Smigol” aveva invocato le attenuanti generiche già concesse dal giudice in altro procedimento, quello per l’omicidio di Marino Solitro in cui è stato condannato in primo grado a 30 anni. Per l’agguato a Fabbiano, però, non sono state riconosciute per la tardività dell’apporto confessorio. Iannoli, infatti, in seguito alla collaborazione con la giustizia di Marco Raduano, l’ex boss rivale, decise di vuotare il sacco rilasciando dichiarazioni testimoniali. Con Iannoli era sospettato Girolamo Pecorelli ma anche quest’ultimo cadde sotto i colpi della guerra tra clan.
Quel giorno di aprile del 2018 il bersaglio non fu soltanto Fabbiano, ma anche Michele Notarangelo detto “Cristoforo” che riuscì a salvarsi. La vittima venne uccisa a colpi d’arma da fuoco.
In una delle ultime udienze del processo di primo grado, Iannoli si auto accusò dell’agguato mortale mentre era in video collegamento dal carcere di Siracusa dove è rinchiuso tuttora. Lo stesso giorno, Iannoli si auto accusò anche dell’omicidio di Marino Solitro.
Oggi, sempre in videocollegamento, l’imputato ha rilasciato nuovamente dichiarazioni spontanee per confermare la dinamica dell’omicidio. In questo procedimento si costituì parte civile il Comune di Vieste con una richiesta di danni pari a 100mila euro.











