Il crollo del soffitto di Palazzo Sant’Eligio, a Foggia, torna ad alimentare polemiche e accuse. Secondo il consigliere comunale Nunzio Angiola, segretario provinciale del movimento civico Cambia e candidato alle prossime regionali, non si è trattato di un evento improvviso, bensì della conseguenza di anni di abbandono e inerzia da parte della Regione Puglia.
Un disastro annunciato
“Il degrado strutturale di Sant’Eligio era noto da tempo – denuncia Angiola – come dimostrano i ripetuti interventi dei vigili del fuoco chiamati a rimuovere intonaci e calcinacci. Quelle segnalazioni furono ignorate dalla Regione fino al crollo che ha trasformato in tragedia culturale e storica ciò che poteva e doveva essere evitato”.
Già nel 2011 la Regione aveva stanziato un milione di euro per la ristrutturazione dell’edificio e la creazione di un centro di accoglienza. Un progetto che però non fu mai avviato e i fondi andarono perduti. Angiola ricorda inoltre che, quindici anni fa, la Fondazione Monti Uniti aveva chiesto di ricevere in comodato il palazzo per restaurarlo, senza ricevere risposta.
Le responsabilità della Regione
Per Angiola, le colpe sono chiare: “Sant’Eligio poteva essere salvato, ma le scelte di investimento e tutela spettavano e spettano alla Regione. Anni di promesse disattese hanno prodotto un duplice fallimento: da un lato il degrado forse irreversibile di un bene legato a don Antonio Silvestri, dall’altro il collasso gestionale dell’ASP Addolorata, culminato nelle dimissioni lampo della commissaria Gabriella Grilli”.
Il consigliere parla di “catastrofe annunciata” e chiede un cambio di passo: “Non servono passerelle né retorica. La Regione deve assumersi le proprie responsabilità, avviare un piano straordinario di messa in sicurezza e restauro con risorse certe e tempi vincolanti e garantire una governance stabile e competente all’ASP Addolorata. Basta commissariamenti”.
Un impegno per il futuro
Secondo Angiola, il crollo di Sant’Eligio non è stato il frutto della fatalità, ma “dell’inerzia politica e istituzionale che pesa come una condanna sul presidente Michele Emiliano e sui consiglieri regionali di Foggia degli ultimi quindici anni”.
Come candidato alle regionali, il segretario provinciale di Cambia promette battaglia: “Mi impegno a chiedere e ottenere dal presidente Antonio Decaro il pieno recupero e la valorizzazione del palazzo, non solo per la sua valenza storica, ma per restituire dignità alla memoria di don Antonio Silvestri, che fece della carità e del servizio agli ultimi la propria missione di vita”.










