Tensione altissima al Comune di San Severo, dove i dipendenti hanno proclamato lo stato di agitazione. A renderlo noto sono state le sigle FP CGIL, FP CISL, UIL FPL e CSE, che denunciano “la totale assenza di risposte su questioni urgenti e vitali per i lavoratori”. Una decisione maturata dopo mesi di richieste rimaste senza riscontro e che apre ufficialmente una vertenza destinata ad accendere lo scontro con l’amministrazione.
Pagamenti bloccati e arretrati non versati
Al centro della protesta c’è la questione economica. I sindacati parlano di un Fondo Risorse Decentrate 2025 definito “del tutto inutile” perché privo delle linee di indirizzo della Giunta e del parere dell’organo di revisione, elementi indispensabili per renderlo operativo. Un blocco che ha congelato i pagamenti ai lavoratori.
Non meno pesante la denuncia sul mancato pagamento degli arretrati: in sospeso ci sono il premio di Performance 2024, gli straordinari di alcuni uffici e l’indennità di reperibilità per i servizi tecnici. Nel mirino anche la gestione dei buoni pasto, distribuiti “a cadenza randomica” senza alcuna regolamentazione certa, costringendo i dipendenti a vivere nell’incertezza.
Uffici insalubri e zero visite mediche
Le sigle sindacali non si fermano agli stipendi. Nel comunicato si parla di condizioni di lavoro insostenibili: uffici in stato di degrado, cavi elettrici scoperti, pavimenti che cedono, mattonelle sollevate, oltre alla presenza di escrementi di piccioni e persino carcasse di topi. “Un rischio concreto per la salute dei lavoratori e dei cittadini”, tuonano le organizzazioni.
A questo si aggiunge la mancata sorveglianza sanitaria. Secondo i sindacati, i dipendenti non vengono sottoposti alle visite obbligatorie previste dal Testo Unico sulla Sicurezza (Dlgs 81/2008), in violazione delle normative vigenti.
Appello al Prefetto e piazze pronte alla mobilitazione
La protesta, spiegano le sigle, non resterà confinata agli uffici. È stato chiesto l’intervento del Prefetto di Foggia per tentare una mediazione e intanto si annuncia un’assemblea generale dei lavoratori per decidere “forme di protesta più incisive”, comprese possibili manifestazioni davanti al Comune.
La vertenza rischia di avere ripercussioni pesanti sui servizi pubblici locali, aggravando il malcontento di cittadini e operatori. “Non c’è stato il benché minimo riscontro alle nostre richieste – si legge nella nota –. È tempo di alzare la voce per difendere i diritti dei lavoratori e la dignità del servizio pubblico”.











