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Home - Denatalità e inverno demografico, le sfide del Governo Meloni per asilo nido e conciliazione vita-lavoro

Denatalità e inverno demografico, le sfide del Governo Meloni per asilo nido e conciliazione vita-lavoro

Foggia è il secondo punto nascita del Sud dopo il Federico II di Napoli. Si è passati da più di 3500 parti all'anno a 2800 parti lo scorso anno. Ad oggi nel 2025 si sono avuti appena 1400 parti

Di Antonella Soccio
12 Settembre 2025
in Foggia, Immediato TV, Politica
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Denatalità e nuovi scenari demografici. I Fratelli d’Italia hanno organizzato un momento di riflessione su uno dei temi fondamentali del prossimo sviluppo italiano. La segreteria cittadina di Daria Cascarano con il referente del dipartimento Famiglia Vincenzo Padalino hanno invitato i massimi esponenti del partito con la presenza in video anche dalla ministra Roccella.

Il Governo Meloni sta tentando di dare nuovo slancio alla natalità con misure specifiche, come l’aumento dell’assegno unico.
“Il Dipartimento Famiglia e Valori non negoziabili di Fratelli d’Italia nasce con una missione chiara: difendere e promuovere la famiglia come cellula fondamentale della società, tutelare la vita in tutte le sue fasi, sostenere la natalità e garantire che i principi irrinunciabili su cui si fonda la nostra comunità trovino spazio e forza nell’azione politica”, ha detto Padalino in esordio.
“Sono stati rafforzati strumenti come l’assegno unico universale, è stato rilanciato il fondo per la natalità, introdotti aiuti concreti per le madri lavoratrici e misure per favorire la conciliazione tra vita familiare e professionale. Inoltre, con il Piano Nazionale per la Natalità, l’Italia si dota di una strategia organica che mette al centro giovani, famiglie e futuro, segnando una netta discontinuità con il passato”.

La dottoressa Sabina Di Biase da poco entrata nel direttivo meloniano da ginecologa conosce bene i dati. Foggia è il secondo punto nascita del Sud dopo il Federico II di Napoli.
Si è passati da più di 3500 parti all’anno a 2800 parti lo scorso anno. Ad oggi nel 2025 si sono avuti appena 1400 parti con un calo importante non solo a Foggia, ha spiegato la dottoressa, ma ancora di più nei punti nascita di San Severo, Lucera, Cerignola, San Giovanni, che è la vas del calo demografico consistente.
Tutto è sancito nel rapporto Istat fine luglio.

“Non abbiamo molto tempo davanti a noi per invertire le tendenza ci sono delle misure del governo ma non bastano. Non basta il piano Casa, tutti i provvedimenti non bastano. Il benessere rappresenta una delle prime cause del calo della natalità, rinunciare al benessere è difficile così come rinunciare alla realizzazione personale e professionale. Per le donne c’è una rinuncia notevole quando si ha un figlio. Servono nuove misure per conciliare la vita con il lavoro. Il cambiamento culturale parte dalla scuola, già quest’anno c’è un numero del calo degli iscritti”.

Aumenta l’età media di chi ha il primo figlio e aumenta la necessità di ricorrere alla PMA. Netto Vito Trojano presidenti dei ginecologi, che ha sviluppato i temi della denatalità e dell’inverno demografico.
“Il flusso migratorio ha permesso di integrare le perdite demografiche, ma oggi i flussi sono ridotti o non si fermano in Italia o si adeguano agli stili di vita. Il numero di nascite si è ridotto. Dal 2014 il saldo migratorio è in calo. Ogni anno perdiamo una città di circa 300mila abitanti e ciò rappresenta un problema di welfare. Cresce la popolazione over 65. Oggi abbiamo per ogni bambino sotto ai 6 anni 5 ultraottantenni. Il tasso di fecondità in Italia è intorno al 1,2 per cento. Per rinnovarsi una nazione deve esserci un tasso del 2,1 per cento. L’Italia è uno dei paesi con tasso di fecondità più basso al mondo, peggio di noi solo la Corea del sud. Siamo una delle nazioni al mondo in cui il trend della vita media è sopra gli 84 anni. Le previsioni demografiche del 2042 ci dicono che saremo tre milioni in meno di abitanti. Quali sono le cause? Disoccupazione, difficoltà nel trovare una casa, carriera, i giovani non investono in relazioni stabili. Sposarsi e avere i figli non sono più le priorità degli under 35. Sono in ballo fattori culturali, sociali, formativi”.

Eppure alcune indagini demoscopiche rilevano che le barriere sociali ed economiche sono la causa della crisi della fertilità. Non le scelte personali.

Tuttavia gli aspetti culturali sono dominanti. A 40 anni la capacità riproduttiva della donna è del 3 per cento per questo si ricorre al PMA.
Lo ha spiegato bene il professore Nappi direttore del Dipartimento di Ginecologia Unifg. “Sono il direttore da 20 anni nel 2004, facevamo 3300 parti Foggia era il più grande punto nascite del Sud Italia
Sotto di noi sono passati 50mila nascite. Oggi ci sono molti parti in meno, per questo il Policlinico ha fatto lo sforzo della PMA che è solo una piccola percentuale di una fotografia di una problematica. L’età, viviamo un’epoca che ha velocità. Una donna di 40 anni è una ragazza per la società, ma è vecchia per fare figli. È una comunicazione che ci è sfuggita di mano, la dovevamo chiarire. Nei nostri programmi educativi e nei corsi di specializzazione dobbiamo tornare a fare educazione alla procreazione. Dopo lo sforzo fatto per la contraccezione ora occorre invertire la rotta. Ritengo che uomo occidentale abbia uno stile di vita fatto di individualismo. Fare un figlio è un atto d’amore, un sacrificio”.

Il rettore Lorenzo Lo Muzio è ancora ottimista. “L’Unifg vede aumentare gli iscritti, ma l’inverno demografico si vede ai test di ammissione e nei concorsi, dove riscontriamo delle riduzioni”.  Un gruppo di lavoro guidato dalla professoressa Barbara Cafarelli studia l’inverno demografico all’Unifg
Dal suo canto il senatore Ignazio Zullo ha ricordato come è cambiata la società. “Non avremmo mai immaginato le donne nei ruoli apicali e oggi abbiamo Giorgia Meloni presidente del Consiglio, esempio plastico del cambiamento della vita delle donne. C’è un cambiamento sociale. La razionalizzazione dei servizi è tra le cause dello spopolamento delle aree interne, ci si sposta dove la vita è più agevole. Gli asili nido devono diventare un totale intervento pubblico”.

Cascarano ha dato i saluti finali. “Il convegno di oggi nasce proprio dalla volontà di mettere in luce un problema come quello della denatalità che forse più di tutti è l’emblema di quella perdita di fiducia e speranza nei confronti del presente e del futuro. Il governo Meloni sta affrontando con grande consapevolezza questo fenomeno e la tavola rotonda di oggi vedrà proprio il confronto tra chi lo vive direttamente come medico e la politica”.

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Tags: cascaranodenatalitàFoggiaFratelli d'ItaliaLo Muzioroccella
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