Quale futuro per il mare Adriatico? Se ne è parlato sul Gargano a Baia Calenella dove ricercatori ed esperti di acquacoltura si sono confrontati nel corso di un incontro dove si è cercato di capire come superare le sfide del cambiamento climatico con comportamenti sostenibili tra pesca, turismo e ambiente. “Spesso – ha affermato il responsabile del settore pesca e acquacoltura della Regione Emilia Romagna, Piergiorgio Vasi – si punta il dito contro la pesca e l’acquacoltura, ma non è proprio cosi. I pescatori sono un termometro importante per poterci dire cosa sta accadendo nel nostro mare. I cambiamenti climatici hanno portato ad un aumento della temperatura dell’acqua, l’inquinamento è un altro fattore da tenere in considerazione”.
“Il mare del Gargano come tutto il Mediterraneo – ha aggiunto la ricercatrice del CNR-ISPA di Foggia, Lucrezia Cilenti – è in sofferenza, si sta tropicalizzando con l’aumento di problematiche che vanno da una eccessiva anidride carbonica che si dissolve in acqua che porta al malessere degli organismi con guscio di natura calcarea, al sovrasfruttamento della pesca che gioca un ruolo determinante per l’abbassamento della biodiversità, alla presenza delle specie aliene che arrivano dal mar Rosso. Per fronteggiare questa situazione, la ricerca gioca un ruolo determinante”.











