Non ci sarà la Notte Bianca del 3 settembre a Vieste. L’amministrazione comunale ha deciso all’unanimità di annullare l’evento in segno di lutto e di protesta dopo la tragica morte di una donna, avvenuta nelle scorse ore a causa delle gravi carenze del sistema sanitario territoriale. Una decisione che scuote la città e che trasforma quello che sarebbe dovuto essere un momento di festa in un forte atto simbolico.
“Non possiamo far finta di nulla – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Nobiletti –. Non possiamo accettare che nel 2025 una donna muoia per mancanza di ambulanze, per assenza di medici, per superficialità di valutazioni che si sono rivelate fatali. Questa morte è l’ennesima ferita inflitta a un territorio che da troppo tempo denuncia le gravi carenze della sanità pubblica. Oggi Vieste si ferma: per rispetto, per dolore, ma anche per gridare con forza che la misura è colma. Non vogliamo promesse, pretendiamo risposte concrete. Il diritto alla salute non è un favore, è un dovere dello Stato verso i cittadini”.
Parole dure che trovano eco anche nell’intervento dell’assessora ai Grandi Eventi Tano Paglialonga, che ha rimarcato la doppia valenza della decisione: “Questa scelta nasce dal cuore e dalla convinzione che, di fronte a tragedie come quella che ci ha colpiti, una comunità debba fermarsi. La festa lascia il posto al silenzio, al rispetto e alla vicinanza verso chi sta vivendo il dolore più grande. Ma questo gesto è anche segno di dissenso e protesta civile: non possiamo più accettare che la nostra città e il nostro territorio siano lasciati soli da una Regione assente sul fronte della sanità. Vieste merita servizi sanitari adeguati, merita medici, ambulanze e strutture in grado di garantire il diritto più sacro: la vita”.
Il rinvio della Notte Bianca rappresenta dunque non solo un atto di cordoglio, ma anche un grido d’allarme lanciato con forza dall’intera comunità. “Dispiace per i tanti ospiti che attendevano questo appuntamento – ha aggiunto Paglialonga – ma Vieste saprà tornare ad accoglierli con il calore che ci contraddistingue. Oggi, però, la voce della città deve levarsi forte e chiara: mai più morti assurde per l’assenza di ciò che dovrebbe essere garantito a tutti, sempre”.










