Il Gargano piange una madre che non avrebbe dovuto morire. Non per un incidente, non per fatalità, ma per l’assenza di soccorsi e il collasso della sanità pubblica. La donna, colpita da un grave malore, è spirata lungo la statale mentre la figlia tentava disperatamente di trasportarla verso l’ospedale di San Giovanni Rotondo. Una morte che scuote profondamente le comunità di Vieste, Mattinata, Peschici, Vico del Gargano e Rodi, diventando simbolo di un territorio dimenticato.
Secondo la ricostruzione dei familiari, le chiamate al 118 non hanno trovato risposte immediate. Nessuna ambulanza disponibile a Vieste, nessun medico presente al pronto soccorso, solo la drammatica indicazione di tornare il giorno dopo se le condizioni fossero peggiorate. La corsa disperata verso l’ospedale è stata inutile: la donna si è spenta sull’asfalto. Solo due ore più tardi sono arrivate ambulanze da Manfredonia e Mattinata, quando ormai non c’era più nulla da fare.
Quella notte, denunciano i cittadini, è la fotografia di una sanità al collasso: presidi senza medici, servizi di emergenza inesistenti, comunità costrette a contare i minuti mentre la vita scivola via. Una realtà che, nel Gargano, è diventata quotidianità.
La rabbia si è trasformata in un appello collettivo. In una lettera aperta firmata da Luca Rinaldi e da migliaia di cittadini, si chiede con forza le dimissioni immediate del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dell’assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese. “Non un gesto simbolico, ma un atto di responsabilità politica e morale. Una madre è morta sull’asfalto e il peso di quella morte grava sulle vostre coscienze”, si legge nel documento.
“Il Gargano non è periferia da sacrificare – prosegue la denuncia –. Ogni vita conta. Questa tragedia non resterà inosservata. Il silenzio è impossibile. L’indignazione deve trasformarsi in mobilitazione e richiesta di giustizia”.
La morte della donna diventa così un grido collettivo: basta abbandono, basta indifferenza, basta morti che potevano essere evitate. Il Gargano pretende risposte concrete e soluzioni immediate, perché la dignità e la salute tornino ad essere un diritto e non un privilegio.












