Un paradiso naturale trasformato in un incubo vacanziero. È quanto racconta una turista romana, in vacanza con la moglie a Baia delle Zagare, una delle mete più celebri e suggestive del Gargano, nel comune di Mattinata. In un video diventato virale, la donna ha denunciato disagi, divieti e una gestione che, a suo dire, avrebbe reso impossibile persino acquistare una bottiglietta d’acqua.
“Abbiamo camminato un chilometro sotto il sole”
La turista ha spiegato di aver raggiunto la spiaggia dopo un percorso tutt’altro che agevole. “Ci hanno detto che solo il parcheggiatore poteva portarci giù – ha raccontato –. Ci ha lasciati davanti a una transenna dicendoci di scendere a piedi. Siamo arrivati dopo un chilometro sotto il sole, ma davanti ci siamo trovati una spiaggia meravigliosa”.
La sorpresa al bar dello stabilimento
Una volta giunti in riva al mare, però, la coppia ha scoperto che lettini e ombrelloni erano riservati esclusivamente ai clienti dei due hotel che gestiscono la baia. “E fin qui va anche bene, lo capiamo”. Ma la situazione è degenerata quando, con una mezza bottiglietta ormai vuota, hanno cercato ristoro al bar dello stabilimento.
“Abbiamo chiesto dell’acqua – ha spiegato la turista – ma ci hanno domandato il numero della stanza. Ci hanno detto che era riservato solo ai clienti dell’hotel e che, in teoria, non potevamo nemmeno stare lì”.

“Nemmeno un panino o una bottiglietta?”
Un episodio che ha scatenato l’indignazione della donna: “Non mi permetti di prendere nemmeno un panino o una bottiglia di acqua? Vi siete comprati anche i passi sulla spiaggia? Anche l’acqua del mare è riservata solo ai clienti dell’hotel? La situazione vi sta sfuggendo di mano. Ma pensate che la prossima volta veniamo a prendere una stanza? Per mille euro a notte io piuttosto vado a starmene sulla cima della montagna e poi mi bevo l’acqua del mare”.
Il nodo della fruibilità delle spiagge
Lo sfogo ha riacceso il dibattito sull’accessibilità di Baia delle Zagare, tra i luoghi simbolo del Gargano, spesso al centro di polemiche per la gestione delle aree balneari e le limitazioni riservate ai non ospiti delle strutture ricettive. Il video della turista, diventato virale sui social, ha raccolto centinaia di commenti indignati, tra chi denuncia una privatizzazione mascherata delle spiagge, ai limiti dell’anticostituzionale, e chi difende la necessità di tutelare un’area naturalistica unica.












