Carlo Calenda non fa sconti e, parlando delle prossime elezioni regionali, mette la Puglia al centro del suo ragionamento politico. Intervistato dal Corriere della Sera, il leader di Azione ha chiarito che non appoggerà candidati in tutte le regioni, ma solo dove esistono figure credibili e programmi condivisibili.
Il sostegno a Decaro e l’attacco a Emiliano
In Puglia, Calenda ribadisce senza esitazioni la disponibilità a sostenere il sindaco di Bari ed europarlamentare Pd Antonio Decaro. Ma punta il dito contro il governatore uscente Michele Emiliano, accusato di voler restare in Consiglio regionale per “garantire i suoi”. “Ma chi è, l’imperatore di Brindisi? Un feudatario? Sono logiche indecorose”, afferma Calenda, denunciando il rischio di un sistema chiuso in logiche di potere e non di programma.
“Il voto organizzato ha sostituito quello di opinione”
Per il leader di Azione il problema non riguarda solo la Puglia ma tutte le regioni al voto. “Da dieci anni a questa parte non partecipano più gli elettori, con un’affluenza media del 45 per cento e l’85 per cento dei presidenti uscenti rieletti. Questo significa che conta solo il voto organizzato, quello che si conquista grazie al controllo delle leve di potere e alla distribuzione dei contributi”, osserva Calenda.
Gli altri casi: Campania, Calabria, Marche e Toscana
Durissimo il giudizio sulla Campania, dove i dem hanno scelto Roberto Fico come candidato con il sostegno di Vincenzo De Luca: “Piuttosto che appoggiarlo mi taglio una mano”, attacca Calenda, contrario anche al progetto di chiusura del termovalorizzatore di Acerra. In Calabria bocciatura netta per Pasquale Tridico, accusato di “mentire” promettendo la reintroduzione del reddito di cittadinanza con fondi europei non utilizzabili. Nelle Marche Azione non appoggerà il Pd Maurizio Ricci, e dubbi emergono anche in Toscana su Eugenio Giani, reo di aver siglato un accordo programmatico con i 5 Stelle senza discuterne con gli alleati.
“Schlein appiattita su Conte”
Il vero nodo, secondo Calenda, resta politico: l’asse tra Pd e M5S. “Non c’è un’alleanza, c’è un appiattimento di Elly Schlein su Giuseppe Conte. Ho fatto nascere Azione per contrastare la saldatura Pd-5 Stelle e non potrei cambiare ora. Se alle Regionali non saremo con il centrosinistra, tanto meno alle Politiche”. E annuncia: “Alle prossime Politiche Azione si presenterà con una lista indipendente e liberale”.












