Secondo quanto riportato da Repubblica Bari, il dialogo tra Antonio Decaro e Michele Emiliano non è stato un nulla di fatto, ma un passaggio interlocutorio in cui si intravede uno spiraglio. Tuttavia, la trattativa per un’intesa resta bloccata dai veti incrociati che condizionano il percorso del centrosinistra pugliese.
I veti dei 5 Stelle
Il punto più critico riguarda la posizione dei Cinque Stelle, che hanno posto un secco veto sia su Emiliano che su Nichi Vendola. Sul governatore pesa l’ombra degli scandali che hanno segnato l’ultima parte della legislatura, con le dimissioni di Anita Maurodinoia e Alessandro Delli Noci. Nel caso dell’ex presidente della Regione, invece, il contenzioso giudiziario legato all’ex Ilva, nonostante l’annullamento in appello della condanna per disastro ambientale, resta ancora aperto davanti alla Corte di Potenza.
Le preoccupazioni di Decaro
A questo si aggiungono le perplessità di Decaro, che avrebbe espresso a Emiliano il timore di vedere compromessa la sua immagine davanti agli elettori. “Michele, ma ti rendi conto cosa sarebbe? Staremmo ogni santo giorno sui giornali per le liti tra te e Vendola”, avrebbe detto l’europarlamentare. Emiliano, da parte sua, ha rassicurato: “Io e Nichi abbiamo fatto pace e se ti candidi manterremo il profilo basso”. Ma il veto dei Cinque Stelle rimane.
La mediazione di Taruffi
In questo clima, il lavoro di mediazione affidato da Elly Schlein a Igor Taruffi ha permesso di mantenere aperto il confronto. Non a caso, il partito ha diffuso un comunicato ufficiale sull’avvio del dialogo. Ma la condizione resta quella di un passo avanti reciproco. Senza un accordo, Decaro non intende rischiare di avviare una campagna elettorale segnata fin dall’inizio dai contrasti.












