Il parco Leonardo Biagini, nato a metà degli anni ’80 nella zona denominata “Pantanella”, rappresenta uno dei simboli più controversi della gestione degli spazi pubblici a Foggia. Progettato come centro polisportivo all’aperto, ospitava campi da tennis, un campo da basket, un campetto da calcetto e una pista di pattinaggio. Un’area moderna per l’epoca, pensata per diventare punto di riferimento per sport e aggregazione.
Ma già dopo il 2000 iniziò il progressivo degrado. Campi impraticabili, strutture devastate, vetri e sterpaglie invasero le aree di gioco. Nel 2011, dopo una ristrutturazione, il parco fu intitolato a Leonardo Biagini, ma la nuova vita durò poco: gli episodi di vandalismo continuarono e i lavori di riqualificazione, avviati tra febbraio e l’estate 2012, furono interrotti, lasciando il cantiere in abbandono.
La riapertura del 2013 e il declino successivo
Nel gennaio 2013 i lavori ripresero e il 31 luglio il parco fu riconsegnato ai cittadini, grazie al finanziamento di Terna come compensazione ambientale. Nuovo prato, impianto di irrigazione, panchine, oleandri e illuminazione restituirono per un breve periodo dignità all’area. Ulteriori interventi arrivarono nel 2021 con il programma “città sicura” e, nel 2022, con la realizzazione di una pista ciclabile.
Eppure, nulla riuscì a invertire la rotta. Senza un piano stabile di gestione, senza custodi, società affidatarie o fondi certi per la manutenzione, il parco rimase esposto all’incuria e agli usi impropri. Motocross, raduni non autorizzati e nuovi atti vandalici lo hanno riconsegnato all’abbandono.
La denuncia di Giulio Conticelli
“Il parco Leonardo Biagini ha subito abbandono perché costruito senza un sistema di gestione continuativa – denuncia Giulio Conticelli, presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti di Foggia –. Interventi a singhiozzo non hanno mai consolidato l’area come spazio vivo della città. Negli anni si sono alternate amministrazioni comunali di ogni colore politico, nessuna delle quali è riuscita a farsene carico davvero”.
Per Conticelli, il caso del parco Biagini è un monito: “Qualsiasi opera, senza manutenzione costante, è destinata a svanire. Non bastano inaugurazioni o annunci: la vera responsabilità della politica sta nel mantenere vivo ciò che si è costruito, giorno dopo giorno. È nella cura quotidiana dei suoi spazi comuni che una città misura la propria maturità”.
L’auspicio
La vicenda dimostra come un’opera, se non seguita nel tempo, rischi di trasformarsi in un’occasione perduta. “Il valore di un bene pubblico cresce solo attraverso continuità, attenzione e responsabilità condivisa – conclude Conticelli –. Solo così il parco, come ogni bene collettivo, potrà diventare un patrimonio duraturo e vissuto da tutti, e non l’ennesimo simbolo di incuria”.















