Estate di fuoco in provincia di Foggia e maxi attività di prevenzione e contrasto da parte dei carabinieri. Il bilancio delle ultime settimane parla di una persona arrestata, 11 denunciate e sanzioni amministrative per un totale di 150mila euro.
L’arresto a Rodi Garganico
A Rodi Garganico i militari hanno bloccato in flagranza un 20enne accusato di aver dato fuoco a una cabina del gas nei pressi della propria abitazione. L’uomo, secondo le ricostruzioni, avrebbe inserito un lenzuolo all’interno del contatore condominiale e lo avrebbe incendiato con un accendino. Solo il rapido intervento della pattuglia ha evitato danni ben più gravi.
Gli altri episodi e le denunce
A giugno, a Vieste, un 32enne straniero è stato denunciato per aver appiccato fuoco a sterpaglie nei pressi di un supermercato: nelle sue tasche è stato trovato un accendino. Per lui è stata richiesta anche l’espulsione dal territorio nazionale.
I Carabinieri Forestali, impegnati con oltre 1.200 servizi perlustrativi, hanno contestato circa 130 sanzioni amministrative per oltre 110mila euro e denunciato i responsabili di sei incendi colposi. Tra i casi più gravi:
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a Poggio Imperiale, in località La Comune, un rogo partito da residui vegetali ha distrutto due ettari di grano;
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a Vieste, in località Macinino, un incendio causato dalla falciatura con mezzi meccanici ha devastato sette ettari di oliveto e macchia mediterranea;
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a San Giovanni Rotondo, in località Piano del Marchese, l’incendio di un’auto si è propagato fino a distruggere 16 ettari tra mandorleti e incolti;
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tra Chieuti e Serracapriola, il 7 luglio, un incendio partito dalla SP 43/Bis ha bruciato circa 400 ettari, interrompendo per ore traffico ferroviario e autostradale sull’A14.
A San Marco in Lamis, invece, i Carabinieri Forestali hanno denunciato un 46enne per incendio doloso: il rogo da lui appiccato ha devastato 17 ettari in località Contrada Piano.
Il lavoro nel Parco del Gargano
Anche i militari forestali del Parco del Gargano hanno elevato oltre 40 sanzioni, per circa 40mila euro, individuando i responsabili di tre incendi colposi. Tra questi, quello che a Serracapriola, nella Pineta di Longara, ha devastato 13 ettari di vegetazione.
Un’estate ad alta tensione
Il bilancio tracciato dai carabinieri conferma la gravità del fenomeno incendi in Capitanata. Le violazioni più frequenti riguardano la mancata creazione di fasce tagliafuoco da parte di enti pubblici e privati. In molti casi, infatti, la mancata manutenzione di terreni e bordi stradali ha favorito la propagazione delle fiamme, mettendo a rischio aree agricole, boschive e infrastrutture strategiche.









