Lo stallo in casa Pd è tale che i vertici nazionali dovranno scendere in campo. Mancano ancora tre mesi alle elezioni regionali di metà novembre, ma la partita pugliese rischia di esplodere prima. Con ogni probabilità sarà Igor Taruffi, responsabile organizzazione dei dem, a recarsi in Puglia per tentare di sciogliere la matassa, incontrando i dirigenti locali e provando a ricucire gli strappi.
Emiliano non arretra: “C’è un accordo con Decaro”
Il presidente uscente Michele Emiliano ribadisce la sua linea: “Immagino di essere candidato al consiglio regionale senza se e senza ma”, continua a ripetere in questi giorni. Secondo quanto riferisce Repubblica, Emiliano sostiene che già lo scorso 15 maggio, in una riunione alla presenza dei parlamentari dem Stefanazzi, Pagano, Lacarra e Boccia, oltre che del segretario regionale De Santis, fu sancito un accordo con Antonio Decaro. L’intesa prevedeva la candidatura di quest’ultimo a governatore e, parallelamente, quella di Emiliano come capolista nel collegio barese.
“Per me quell’accordo rimane valido”, ripete il governatore, ricordando che l’intesa con Decaro risalirebbe addirittura a un anno prima e sarebbe stata solo formalizzata in primavera. “Gli dissi che non mi sarei ricandidato, anche nel caso in cui fosse stato consentito un terzo mandato, e che era mia intenzione lasciargli spazio per il ricambio”, avrebbe confidato Emiliano ai suoi fedelissimi, citando come testimone l’attuale sindaco di Bari Vito Leccese, in passato suo capo di gabinetto e poi di Decaro.
La posizione di Decaro e l’ombra di Vendola
Ma lo scenario è radicalmente cambiato. Da settimane Decaro, forte del mezzo milione di preferenze raccolte alle Europee, non arretra di un millimetro: “Se sono in lista Nichi Vendola e Michele Emiliano, io non ci sono”, ha dichiarato senza esitazioni. L’ingresso dell’ex governatore Vendola complica ulteriormente la situazione, in un contesto già segnato da liti e malumori tra alleati.
Schlein alle prese con il rebus pugliese
Per la segretaria Elly Schlein chiudere il cerchio e ufficializzare la candidatura di Decaro, considerato il più competitivo contro il centrodestra, appare sempre più difficile. La prospettiva di una frattura interna in vista delle regionali d’autunno mette in allarme il Nazareno, tanto che l’arrivo in Puglia dei dirigenti nazionali sembra ormai inevitabile.












