La carenza di medici nel comparto Emergenza-Urgenza continua a rappresentare una criticità drammatica per la Capitanata. A denunciarlo è il Comitato Salute dell’Alto Tavoliere della Puglia, che il 19 agosto ha inviato una pec al governatore Michele Emiliano e all’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, con copie inoltrate a Prefettura di Foggia, Direzione Generale Asl e ai Comuni di gran parte del territorio provinciale.
La denuncia del Comitato
“Il sistema rischia di esplodere – scrive il Direttivo – e l’utenza di restare allo sbando più totale. Non c’è altro tempo da perdere”. Da sette anni l’associazione di Torremaggiore porta avanti la battaglia per il diritto alla salute e ora, di fronte a una carenza che riguarda decine di postazioni del 118, formula proposte concrete per rendere più attrattivo il servizio e reclutare nuovi professionisti.
Le richieste avanzate
Il Comitato chiede innanzitutto la pubblicazione immediata sul BURP della Determinazione regionale n. 310 del 18 giugno 2025, che bandisce le zone carenti, rimasta inspiegabilmente ferma. Senza questo passaggio, nessun medico può candidarsi alle postazioni scoperte.
Altra proposta riguarda la paga oraria, da portare dagli attuali 24 euro lordi a 50 euro, in linea con le Aggregazioni Funzionali Territoriali, per rendere più dignitosa e competitiva l’offerta. Fondamentale, secondo il Comitato, anche prevedere tutele legali, riconoscimento della malattia e uno “scudo penale” per i medici convenzionati, oggi esposti a rischi e contenziosi.
Le postazioni carenti
La situazione è particolarmente grave nelle postazioni mobili e fisse del 118 distribuite in tutta la provincia. Nell’Area 6, ad esempio, risultano vacanti due posti nella PFM di Torremaggiore, quattro nella Mike della stessa città, tre a Lesina, quattro a San Severo e tre a Serracapriola. Carenze si registrano anche a Lucera e Volturino (otto posti scoperti), a San Nicandro Garganico, Cagnano Varano, Rodi, Vico del Gargano, Peschici, Vieste, Monte Sant’Angelo e Manfredonia. In totale sono 72 le posizioni vacanti che necessitano di copertura urgente.
Il caso più emblematico è la PFM di Torremaggiore, storicamente la più attiva della Capitanata, con già 4mila prestazioni dall’inizio del 2025. Oggi conta solo due medici, contro i cinque previsti in organico, e uno di loro andrà in pensione nel 2026.
L’appello finale
Il Comitato chiede alla Regione Puglia di potenziare e non depotenziare le postazioni medicalizzate Mike, attive dal 2002 e considerate un presidio salva-vita. Inoltre invita a estendere all’intera Capitanata i benefici economici riconosciuti alle Isole Tremiti, considerate “zona disagiatissima”.
“È il momento di agire – conclude la nota –. Servono scelte coraggiose e risorse adeguate per garantire il diritto alla salute dei cittadini della Capitanata e dell’intera Puglia”.












