Scontro politico sull’emergenza idrica. A scatenarlo è Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento civico Cambia, che interviene in risposta al post della senatrice Francesca Fallucchi (FdI), la quale aveva rilanciato le parole del sottosegretario all’Agricoltura Patrizio La Pietra sul piano idrico nazionale.
“Tra pochi giorni il governo Meloni compirà tre anni di mandato – afferma Angiola – e per quanto riguarda la gestione dell’acqua sono stati tre anni persi. Oggi si tenta di presentare come soluzione un progetto ancora nebuloso, che lascia irrisolte molte criticità”.
I nodi sui costi e le opere in Molise
Secondo Angiola, mancano all’appello almeno 20 milioni di euro rispetto alle stime circolate sul piano idrico, per un totale che potrebbe arrivare a circa 190 milioni. “Ma non esiste alcuna conferma ufficiale né sull’ammontare complessivo né sulle risorse già disponibili”, sottolinea.
Il progetto prevede interventi in Molise, dallo sfangamento della diga di Ponte Liscione alla riqualificazione delle infrastrutture idriche regionali, fino a una nuova rete per oltre 5mila ettari agricoli. Un percorso che, a giudizio dell’esponente di Cambia, rischia di incontrare forti resistenze: “Considerata la contrarietà della popolazione e della politica molisana, appare verosimile che si procederà prima con queste opere e solo dopo, eventualmente, con la condotta verso lo snodo di Finocchito”.
La proposta: dighe in Capitanata
Per Angiola, la vera risposta ai problemi idrici del territorio resta la costruzione delle dighe di Piano dei Limiti e di Palazzo d’Ascoli. “Due opere fondamentali per completare gli schemi idrici in provincia di Foggia, con migliaia di ettari coltivabili oggi all’asciutto. Per Piano dei Limiti esiste già il progetto esecutivo, per Palazzo d’Ascoli la progettazione è stata finanziata. Continuare a ignorarle è un grave errore”.
“Rischio conflitti territoriali”
Angiola richiama anche le tensioni tra regioni legate all’uso della risorsa idrica. “Lo scorso settembre 41 comuni del Molise hanno dovuto subire restrizioni idriche. L’acqua è un bene sempre più scarso e rischia di alimentare conflitti territoriali, una vera e propria ‘guerra tra poveri’”.
Il consigliere ribadisce di non essere contrario alla condotta dal Liscione, ma chiede un piano complessivo che includa le dighe pugliesi: “Solo così – conclude – si può garantire una soluzione definitiva per la Capitanata. Oggi, invece, restano soltanto ritardi, opacità sui costi e rinunce alle opere più efficaci”.










