Operare in un sistema sanitario complesso e fragile come quello della provincia di Foggia non è semplice. Strutture segnate da carenze, difficoltà croniche e gravi criticità spesso finiscono al centro di polemiche e denunce. Ma accanto alle ombre ci sono anche esperienze che mostrano il volto migliore della sanità pubblica.
Lo raccontano Antonio, Roberto e Linda Di Nunzio, figli di Gina, una donna di Poggio Imperiale recentemente scomparsa, che hanno deciso di scrivere una lettera di ringraziamento per l’assistenza ricevuta negli Ospedali Riuniti di Foggia, in particolare nel reparto di Neurologia.
Una diagnosi difficile, dopo mesi di incertezze
La vicenda parte da una diagnosi mancata: tre diversi specialisti in neurologia, tra Lazio e Puglia, avevano liquidato i sintomi come un semplice “declino cognitivo”. Una valutazione superficiale che aveva allontanato la famiglia dalla verità e ritardato esami più approfonditi, nonostante visite ed esami sostenuti privatamente.
Solo il ricovero agli Ospedali Riuniti ha permesso di arrivare alla corretta diagnosi: un linfoma cerebrale. Una malattia severa, che non lasciava spazio a cure risolutive, ma che i medici foggiani hanno saputo affrontare con rigore clinico, professionalità e umanità.
Cura dei pazienti e sostegno ai familiari
La signora Gina ha trascorso oltre un mese nel reparto di Neurologia degli Ospedali Riuniti. “Ha ricevuto cure attente, puntuali e colme di umanità – scrivono i figli – ma soprattutto i medici e gli infermieri si sono presi cura anche di noi, figli disorientati e affranti, bisognosi di ascolto e vicinanza”.
Anche nella fase successiva, quella del trasferimento all’Hospice di Torremaggiore, la famiglia ha trovato la stessa sensibilità e attenzione. Qui la donna si è spenta serenamente, assistita con professionalità dal personale sanitario, tra cui il dottor Massimo Lombardi.
Il ringraziamento della famiglia
I figli hanno voluto citare per nome alcuni dei professionisti che hanno segnato questo percorso: il direttore sanitario degli Ospedali Riuniti Leonardo Miscio, il primario di Neurologia Ciro Mundi, i dirigenti medici Renato Pozzolante e Rosalba Fiorile, quest’ultima ricordata per “la carezza sul cuore” nel momento tragico della comunicazione della diagnosi.
Un pensiero speciale è stato rivolto anche al personale infermieristico, con un ringraziamento a Giuseppe come simbolo di tutti, ai giovani specializzandi e agli operatori socio-sanitari che hanno mostrato una cura straordinaria verso la paziente e i suoi familiari.
“La sanità pubblica può fare la differenza”
“È stata la sanità pubblica foggiana – scrivono i figli – a fornirci una diagnosi tempestiva, completa e precisa. In un momento in cui troppo spesso si parla in negativo del sistema sanitario, sentiamo il dovere di sottolineare quanto sia fondamentale garantirne il buon funzionamento. Quando è ben organizzata, la sanità pubblica non solo offre cure di qualità, ma garantisce anche sensibilità umana ai pazienti e alle famiglie”.
Un messaggio che restituisce dignità e valore a tanti professionisti che, ogni giorno, operano in condizioni difficili ma con grande integrità e passione.











