Il caso dell’Elda Hotel, struttura immersa nella Foresta Umbra e oggi senza nemmeno l’acqua, diventa per Pasquale Cataneo di Italia del Meridione il simbolo della disattenzione istituzionale verso la Capitanata. “Una terra unica per ricchezza paesaggistica, ambientale, storica e culturale, con siti Unesco, laghi, montagne, coste e isole – spiega – che potrebbe trainare il turismo plurisettoriale e destagionalizzato, ma che invece paga immobilismo e mancanza di visione da parte di chi dovrebbe agire”.
Il divario nei dati del turismo pugliese
Cataneo cita i numeri più recenti sul settore: nel periodo gennaio-maggio 2025 la crescita delle presenze turistiche in provincia di Foggia si è fermata al +3,6%, contro il +21,7% di Lecce, il +21,1% di Bari, il +20,6% di Brindisi, il +18,6% della BAT e il +15,5% di Taranto. “La provincia più a nord della Puglia cresce molto meno delle altre. Un divario enorme che dovrebbe far riflettere i decisori locali a tutti i livelli”.
L’emblema dell’Elda Hotel e le carenze infrastrutturali
Il “grido di dolore” dei proprietari dell’Elda Hotel – “soli e abbandonati nella Foresta Umbra” – è, per Cataneo, un “j’accuse” condivisibile. “Parliamo di un’area senza rete idrica potabile, bagni pubblici, rete fognaria, con info point e museo chiusi da anni. E questi problemi si estendono anche ad altre zone della Capitanata, dal Gargano ai Monti Dauni, colpendo agricoltura, zootecnia e turismo”. Un primo segnale di attenzione, sottolinea, è arrivato dal Parco del Gargano, che ha segnalato al ministero dell’Ambiente l’emergenza idrica del comparto zootecnico.
Accuse alla Regione e alla politica locale
Il dirigente di IdM punta il dito contro le responsabilità della Regione Puglia, dirette e indirette, e delle sue partecipate. “Su 27 impianti di affinamento delle acque reflue per uso irriguo previsti, solo 2 sono in provincia di Foggia. A questo si aggiunge il mancato finanziamento di circa 2 milioni di euro per recuperare oltre 13 milioni di metri cubi di acqua affinata l’anno dal depuratore di Foggia. Da decenni si attendono le grandi opere promesse senza passare dalle parole ai fatti”.
Secondo Cataneo, parte della colpa ricade anche su rappresentanti politici locali “più attenti agli interessi dei partiti che a quelli delle comunità che li hanno eletti, incapaci di affrontare questioni drammatiche come quella dell’acqua”.
“Si servono di noi ma non ci aiutano”
Il concetto espresso dai proprietari dell’Elda Hotel, “si servono di noi ma non ci aiutano”, è per Cataneo lo specchio della realtà foggiana: “La bassa crescita socio-economica, il reddito e i consumi pro-capite tra i più bassi d’Italia, sono conseguenze dirette di queste politiche. La crisi di agricoltura e turismo porta allo spopolamento e all’emigrazione giovanile. Bisogna cambiare questa realtà, subito e insieme”.










