Mattinata di sangue nel Barese. Tre ciclisti, Antonio Porro, Vincenzo Mantovani e Sandro Abruzzese, sono morti dopo essere stati investiti da un’auto lungo la strada provinciale 231, all’altezza di Terlizzi, in direzione sud. Le vittime, tutte appartenenti alla sezione Avis di Andria, stavano percorrendo la strada in gruppo quando un’autovettura li ha travolti violentemente, causando un impatto fatale. Un quarto ciclista è grave in ospedale.
Secondo le prime ricostruzioni, alla guida dell’auto c’era un 40enne residente nel Barese. L’uomo, che avrebbe perso il controllo del mezzo finendo la corsa contro il guardrail, è rimasto ferito ed è stato trasportato in codice rosso al Policlinico di Bari, con il parabrezza sfondato dall’urto. È stato lo stesso conducente, dopo lo schianto, a chiamare i soccorsi.
Nel frattempo, la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale plurimo. I veicoli coinvolti sono stati posti sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti. Restano ancora da chiarire le cause precise della perdita di controllo da parte dell’automobilista.
La notizia ha provocato profonda commozione nelle comunità coinvolte. Il sindaco di Terlizzi, Michelangelo De Chirico, ha scritto in un post social: “Questa mattina tre ciclisti hanno perso la vita in un tragico incidente. Una notizia che ci lascia sgomenti, increduli. La strada, che dovrebbe unire, oggi ci restituisce solo dolore. Ai familiari e a tutta la città di Andria va il nostro abbraccio più sincero”.
Ancor più toccante il messaggio della sindaca di Andria, Giovanna Bruno, che ha voluto ricordare i tre volontari come uomini “profondamente impegnati nella comunità, protagonisti di recenti campagne di sensibilizzazione per la donazione del sangue”. “Questa tragedia – ha aggiunto – ci ha portato via un pezzo di noi tutti, con violenza atroce. Sono profondamente addolorata, sgomenta. L’invito a tutti è a rispettare questa triste e nefasta vicenda: rispetto assoluto e silenzio, per chi non c’è più, per chi è appeso a un filo, per i familiari”.
Un dramma che riapre il dibattito sulla sicurezza stradale per i ciclisti, sempre più spesso vittime vulnerabili sulle strade extraurbane. In attesa degli sviluppi giudiziari, la comunità andriese piange tre delle sue figure più attive, unite dalla passione per il ciclismo e da un forte senso civico.











