Un duro attacco ai partiti, accuse di sabotaggio istituzionale e una difesa appassionata del proprio mandato. Giuseppe Nobiletti, presidente della Provincia di Foggia, affida a un lungo post il proprio sfogo dopo il voto contrario al rendiconto di bilancio in Consiglio provinciale. Un voto che, secondo il numero uno dell’ente di Palazzo Dogana, ha di fatto “costruito un deserto amministrativo” congelando oltre 8 milioni di euro già disponibili per progetti su scuole, strade e servizi pubblici.
“Dal confronto alla crisi, dalla responsabilità alla resa dei conti”
Nobiletti ripercorre quanto accaduto negli ultimi mesi, denunciando una svolta avvenuta dopo l’approvazione del bilancio triennale 2025–2027. Fino ad allora – afferma – “ogni consigliere, di CON, PD o minoranza, ha potuto esercitare il proprio mandato senza esclusione”. Poi tutto è cambiato: “Sono stato attaccato in modo strumentale, anche su questioni che richiedevano solo chiarezza. Di fronte al rifiuto di ogni collaborazione ho scelto il silenzio, superando le emozioni e rinunciando al rancore”.
Il caso del rendiconto: “Atto grave, chi ha votato contro dovrà rispondere”
Al centro dello scontro, il voto con cui il Consiglio ha bocciato il rendiconto di bilancio. “Un atto gravissimo – tuona Nobiletti – che ha bloccato fondi destinati a interventi già finanziati e pronti. Per qualcuno contano più le liste per le regionali che i bisogni del territorio”. L’accusa diretta è ai gruppi del Partito Democratico e di CON, indicati come principali responsabili della crisi.
Il presidente rivendica trasparenza e rigore: “La Corte dei Conti non giudica i post, giudica gli atti. E chi ha bloccato il rendiconto dovrà rispondere punto per punto, euro per euro”.
“Non mi hanno sfiduciato, hanno sabotato l’Istituzione”
Nobiletti contesta anche la mancata assunzione di responsabilità politica: “Non mi hanno sfiduciato. Perché la sfiducia si firma, si discute, si vota. Hanno scelto invece la via più comoda: sabotare l’Istituzione invece di proporre idee e atti concreti”.
Annuncia di voler portare a termine il proprio incarico fino alla scadenza del Consiglio prevista per marzo: “Non cerco maggioranze di comodo. Guardo ai cittadini, non agli equilibri interni di partito. Non accetto che si giochi con i servizi pubblici per costruire carriere personali”.
“Chi ha scelto la paralisi dovrà spiegarlo alle comunità”
Il messaggio finale è un appello – ma anche un monito – ai protagonisti dello scontro politico: “Avete voltato le spalle alla Capitanata. Dovrete spiegarlo alle comunità, ai giovani, alle famiglie. La politica non è teatro. È responsabilità. Ed è tempo che ognuno si assuma la propria”.










