La città di Foggia si posiziona al secondo posto a livello nazionale tra i Comuni con oltre 100.000 abitanti nell’ambito del bando “Città che legge” 2024, promosso dal Centro per il libro e la lettura. Un risultato prestigioso che si traduce in 70.000 euro di finanziamento interamente coperti, destinati alla realizzazione del progetto “Letture fuori luogo”.
Un traguardo che il Partito Democratico di Foggia accoglie con orgoglio, sottolineando il ruolo centrale dell’assessorato alla Cultura, guidato da Alice Amatore, e del Polo Biblio Museale nella progettazione di un’iniziativa pensata per rafforzare l’identità culturale della città attraverso la lettura, la partecipazione civica e l’innovazione sociale.
Un progetto diffuso tra parrocchie, biblioteche e spazi urbani
“Letture fuori luogo” è il titolo del progetto che ha convinto la commissione nazionale: una proposta che mette al centro la rete territoriale, l’accessibilità e l’inclusione, con un investimento complessivo di oltre 101.000 euro, di cui 31.620 euro cofinanziati dai partner coinvolti.
Le azioni previste sono numerose e articolate:
-
la creazione di una rete di biblioteche di quartiere in quattro parrocchie cittadine;
-
l’utilizzo del Bibliobus della Biblioteca “La Magna Capitana” per laboratori itineranti e attività di promozione della lettura;
-
lo sviluppo di una web app dedicata a eventi, servizi bibliotecari e comunicazione integrata;
-
una campagna nazionale sotto il brand “Foggia Città che legge”;
-
laboratori e percorsi culturali per adolescenti, nell’ambito del progetto “La città che vorrei”, in sinergia con l’Università di Foggia.
Cultura, coesione e innovazione sociale
“Siamo convinti – si legge nella nota del PD – che la cultura sia un motore di crescita e coesione sociale. Questo riconoscimento premia un lavoro serio, collettivo e radicato nel territorio. Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno contribuito a questo importante traguardo, dalle istituzioni alle realtà associative, dalle biblioteche ai professionisti coinvolti”.
Il progetto ha una durata di 12 mesi e coinvolge una vasta rete di partner attivi nel sociale, nella cultura, nell’inclusione e nell’innovazione digitale. L’obiettivo è chiaro: fare della lettura un diritto quotidiano, diffuso, condiviso.










