Una flessione di 5 euro a tonnellata nei listini settimanali del grano duro alla Borsa Merci di Foggia sta aggravando la già forte preoccupazione dei produttori pugliesi, alle prese con una stagione segnata da instabilità internazionale e fenomeni climatici estremi. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Puglia, che chiede una revisione profonda del sistema di trasmissione dei prezzi e un patto di filiera che valorizzi l’intero comparto cerealicolo.
La regione Puglia, prima in Italia per produzione di grano duro con 344.700 ettari coltivati e 688.000 tonnellate annue, vede nella provincia di Foggia il suo baricentro produttivo con circa 250.000 ettari destinati alla coltivazione. A livello nazionale, la cerealicoltura italiana si estende su 1,26 milioni di ettari con una resa che supera i 3,9 milioni di tonnellate.
Il ruolo della filiera e la proposta Daunia durum
A sottolineare la necessità di azioni strutturali sono Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia, e Filippo Schiavone, presidente di Confagricoltura Foggia:
“Le oscillazioni del prezzo colpiscono direttamente i bilanci aziendali. Le congiunture internazionali restano instabili, a cui si aggiungono siccità, nubifragi e grandinate. Occorre un approccio più resiliente”, spiegano.
Tra le leve strategiche proposte spiccano i contratti di filiera, strumenti che garantiscono stabilità e innovazione, creando alleanze durature tra produttori, trasformatori, consorzi e distribuzione, fino al consumatore finale.
In Capitanata cresce l’attenzione per il progetto “Daunia durum”, marchio ispirato al modello americano del Desert durum, pensato per valorizzare il grano foggiano. L’obiettivo è chiaro: differenziare il prodotto, offrire trasparenza al consumatore e premiare la qualità del lavoro agricolo attraverso un posizionamento premium sul mercato.
Equilibrio, tracciabilità e fiducia per affrontare il futuro
I vantaggi dei contratti di filiera sono molteplici: ricerca varietale, supporto fitosanitario, rotazione colturale e maggiore potere contrattuale. Per i consumatori, invece, elementi come trasparenza, tracciabilità e qualità agronomica diventano criteri centrali nelle scelte di acquisto.
“Il calo attuale delle quotazioni e le sfide ambientali richiamano l’urgenza di un sistema più equo e strutturato. La Puglia ha il potenziale per mantenere la leadership nel grano duro, ma serve coesione tra tutti gli attori della filiera”, ribadiscono Bruno e Schiavone.
L’appello di Confagricoltura è quello di trasformare una crisi in opportunità: con il dialogo, l’innovazione e la caratterizzazione territoriale come cardini, il comparto cerealicolo pugliese può affrontare le difficoltà e costruire un modello sostenibile e competitivo.












