Dodici dei 14 imputati nel processo per l’evasione dal carcere nuorese di Badu ‘e Carros di Marco Raduano detto “Pallone” hanno scelto il rito abbreviato nel procedimento che si si è aperto oggi a Cagliari.
L’uomo, 42 anni, ex boss della mafia di Vieste, prima vicino al clan Li Bergolis-Miucci, poi ai rivali Lombardi-Scirpoli, è collaboratore di giustizia dal marzo 2024, dopo quasi un anno di latitanza. Raduano, infatti, riuscì a fuggire dal carcere di Badu ‘e Carros di Nuoro il 24 febbraio del 2023 saltando il muro di cinta dopo aver aperto alcune porte con delle chiavi.
Catturato in Corsica, decise di pentirsi rivelando agli inquirenti la rete di collaboratori e fiancheggiatori che lo avrebbero favorito nella fuga e nella latitanza. La prossima udienza si terrà il 23 settembre. A sostenere l’accusa i pm della Dda Danilo Tronci ed Emanuele Secci.
Le imputazioni sono, a vario titolo, di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena aggravati dall’agevolazione mafiosa e detenzione di armi. A giudizio, tra gli altri, anche Salvatore Deledda, l’agente di polizia penitenziaria di Siniscola (Nuoro) che avrebbe fornito il telefonino con cui Raduano, una volta evaso, contattò la rete di complici.










