In Puglia il 2024 è stato un anno nero per la sicurezza stradale. Lo certificano i dati raccolti da Asset nel rapporto annuale sull’incidentalità, che evidenziano un preoccupante aumento di incidenti, feriti e vittime. In totale sono stati registrati 11.026 incidenti con danni a persone, in aumento del 12% rispetto al 2023, con 221 sinistri mortali (+7,3%), 241 decessi (+3,9%) e 17.013 feriti (+14%).
Numeri che tradotti in media quotidiana parlano da soli: 30 incidenti al giorno, 47 feriti ogni 24 ore e 3 morti ogni 5 giorni. Le cause principali rimangono eccesso di velocità e distrazione alla guida, ma crescono anche i rischi legati all’uso di monopattini elettrici, coinvolti in 289 incidenti (+36,9%).
Strade extraurbane sempre più pericolose
Il quadro più allarmante emerge dalle strade extraurbane, dove si concentra il 76% delle vittime, nonostante il 71% dei sinistri avvenga nei centri abitati. Le strade statali hanno fatto segnare un +21,4% di incidenti, con 68 morti e 2.222 feriti, mentre le strade provinciali hanno registrato 111 decessi su 1.831 incidenti.
La provincia più colpita è Foggia, con 1.384 incidenti, 54 vittime e 2.323 feriti. Seguono Bari con 53 decessi e 3.968 incidenti, e Lecce con 43 morti su 1.911 episodi. Anche Taranto e Brindisi hanno visto crescere i numeri, quest’ultima con un incremento del 50% di vittime rispetto al 2023.
Le ore e i giorni più a rischio
Il periodo della settimana più pericoloso è il weekend: tra sabato e domenica avviene il 26,4% degli incidenti e si verifica il 36,1% dei decessi. La domenica è il giorno con l’indice di mortalità più alto, pari a 3,7 morti ogni 100 incidenti. Le fasce orarie più critiche sono tra le 15 e le 18 e tra le 3 e le 6 del mattino.
A livello mensile, luglio è stato il mese con il maggior numero di incidenti (1.190), mentre settembre ha registrato il picco di vittime (30).

Chi resta coinvolto
Nel 75,6% dei casi si tratta di incidenti tra veicoli in marcia; il 13,9% coinvolge un solo mezzo, mentre il 10,5% vede coinvolti pedoni, con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Circa 21.000 veicoli sono stati coinvolti, il 60% dei quali ha più di 10 anni e spesso dotati di sistemi di sicurezza obsoleti.
Le fasce d’età più colpite sono quelle tra i 45 e i 64 anni (34%) e 30-44 anni (24,8%), ma crescono anche i sinistri tra i neopatentati (18-24 anni, +16,2%) e i minori di 17 anni (+19%).
Le cause degli incidenti
Tra le cause principali degli incidenti mortali autonomi spiccano:
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eccesso di velocità (36% in curva, 24,6% su rettilineo)
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guida distratta (32% in curva, 29% su rettilineo)
Negli incidenti tra veicoli, le principali responsabilità sono:
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eccesso di velocità (37,1% su rettilineo)
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guida distratta (27,1%)
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mancato rispetto della precedenza agli incroci (45,5%)
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ostacoli improvvisi (34,8%)
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mancata distanza di sicurezza (14,3%)
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manovre irregolari (12,9%)
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guida contromano (8,6%)
Per quanto riguarda gli investimenti di pedoni, le cause principali sono:
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mancata precedenza (38,5%)
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attraversamento irregolare (30,8%)
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manovra errata (23,1%)
Gli interventi della Regione
“Una media giornaliera di 30 incidenti e 47 feriti, con 3 morti ogni 5 giorni sono dati che colpiscono e su cui ragionare attentamente per programmare interventi mirati”, ha commentato l’assessora regionale ai Trasporti Debora Ciliento. “La messa in sicurezza delle strade statali è una priorità che perseguiamo con Anas e Mit. Ma se la causa principale resta la guida distratta, significa che bisogna rafforzare la cultura del rispetto delle regole”.
L’assessorato, in collaborazione con Asset e con l’Ufficio scolastico regionale, ha già avviato percorsi di educazione stradale rivolti ai giovani. “Ma forse – ha aggiunto Ciliento – va sensibilizzato maggiormente anche il mondo degli adulti”.
Sul fronte della mobilità sostenibile, la Regione punta a rafforzare il trasporto pubblico locale, rendendolo più efficiente e competitivo. “Avremo vinto la sfida – ha concluso – quando chi si muove in Puglia non penserà più subito all’auto, ma considererà naturale l’uso del Tpl”.
Campagne e prevenzione
“L’incidentalità stradale è un problema strutturale – ha dichiarato il direttore generale di Asset, Elio Sannicandro – su cui serve una riflessione profonda. Il fattore umano è decisivo e va affrontato con educazione, sensibilizzazione e prevenzione”.
Per l’anno scolastico 2025-2026, Asset continuerà con il progetto “La strada non è una giungla”, rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado, per formare le nuove generazioni alla sicurezza stradale.











