Scoppia la polemica politica sull’affidamento diretto da oltre 136mila euro alla cooperativa Servitalia per la fornitura di arredi urbani a Foggia. Un appalto a cui poi la società ha rinunciato. A lanciare l’accusa sono i gruppi consiliari del centrodestra, che chiedono conto alla sindaca Maria Aida Episcopo e alla sua maggioranza di quanto contenuto nella determina dirigenziale n. 1364 dell’8 luglio scorso, definita dalle opposizioni “anomala su più fronti”.
Nel mirino, la cooperativa beneficiaria dell’affidamento, costituita solo pochi mesi prima e con soci – è questo il nodo più spinoso – “riconducibili direttamente” alla vicesindaca e assessora all’ambiente Lucia Aprile, poiché vi figura come socia la sorella gemella.
Accuse di tempistiche sospette e conflitto d’interessi
Secondo i consiglieri di Fratelli d’Italia, Forza Italia, lista civica Di Mauro Sindaco e Prima Foggia, il procedimento sarebbe stato caratterizzato da passaggi opachi: tempi ristrettissimi, un’unica offerta arrivata a pochi minuti dalla scadenza e poca trasparenza sui criteri adottati per selezionare le imprese da invitare. Ma soprattutto, le opposizioni denunciano il fatto che la richiesta di informazione antimafia per la Servitalia sarebbe stata avviata prima ancora dell’invito ufficiale alla procedura, un’anomalia che solleva più di un sospetto.
“Con quale coraggio un’amministrazione che si proclama paladina della legalità può giustificare simili modalità operative?”, si domandano i gruppi di opposizione in un comunicato congiunto. “Se i fatti sono quelli che emergono, siamo di fronte a un caso politico grave, che richiama la necessità di verifiche immediate e approfondite”.

Aprile nel mirino, ma il centrodestra punta l’intera giunta
Al centro della bufera c’è la posizione della vicesindaca Lucia Aprile, che dopo le prime reazioni ha annunciato l’intenzione di dimettersi per poi fare marcia indietro, invocando una “verifica interna” ancora tutta da chiarire. Per le opposizioni, però, non può essere solo la sua posizione a finire sotto i riflettori.
“Chi ha autorizzato la procedura? Chi ha vigilato? Chi ha costruito l’iter amministrativo?” si legge nella nota. “Attribuire ogni responsabilità a un funzionario o al dirigente è una vigliaccata. Nessun dipendente comunale si sarebbe esposto a tanto senza copertura politica”.
A sostegno di queste tesi, il centrodestra fa riferimento alla prevista inaugurazione di piazza Sant’Eligio – dove parte dell’arredo era destinato – prevista proprio per il 24 luglio. Un dettaglio che, secondo l’opposizione, dimostrerebbe che l’esecutivo “sapeva tutto”.
Interpellanza urgente e richiesta di chiarezza
I gruppi consiliari di minoranza hanno presentato un’interpellanza urgente con sei richieste specifiche rivolte all’amministrazione: dalle motivazioni dell’urgenza dell’affidamento ai criteri di selezione degli operatori economici, passando per i controlli antimafia e la verifica di eventuali conflitti d’interesse.
Il messaggio alla maggioranza è chiaro: “Chi ha costruito una campagna elettorale sulla legalità ora deve essere coerente. Se si dimette Lucia Aprile, devono dimettersi anche tutti coloro che sapevano e hanno taciuto, a cominciare dalla sindaca Episcopo”.










