Un appalto da 136mila euro, una cooperativa giovane con dentro la sorella gemella della vicesindaca, e un silenzio giudicato grave. È su questo intreccio che si concentra l’attacco frontale del Partito Liberaldemocratico di Foggia, che con una nota firmata dal referente provinciale Matteo Viggiani chiede le dimissioni di Lucia Aprile, esponente del Movimento 5 Stelle e numero due della giunta guidata da Maria Aida Episcopo.
“Ignorare un appalto è ancor più grave che assegnarlo”
Secondo il comunicato, il caso dell’affidamento a una cooperativa in cui figura la sorella della vicesindaca ha “del grottesco”. La società – si sottolinea – sarebbe stata costituita solo da pochi mesi e si sarebbe aggiudicata un appalto da oltre centomila euro. Eppure, Aprile avrebbe dichiarato di non sapere nulla della procedura, apprendendo la notizia dalla stampa. Per Viggiani, però, “questa affermazione è forse ancor più grave, perché ignora le responsabilità di controllo che spettano agli amministratori locali”.
Il Partito Liberaldemocratico sottolinea anche l’anomalia politica del caso: “Un fatto davvero eccezionale, che coinvolge un’esponente di punta del Movimento 5 Stelle, forza che ha costruito la propria identità sulla lotta al malaffare e alla malapolitica”.
Dal megafono alle responsabilità: “Ora serve coerenza”
Il comunicato rievoca le battaglie condotte in passato dalla stessa Lucia Aprile, allora attivista in piazza “con tanto di megafono” per denunciare opacità e storture gestionali, comprese quelle legate all’appalto ad AMIU Puglia firmato dai commissari prefettizi. Oggi però – si legge – quella stessa gestione sembra essere diventata “improvvisamente efficiente ed efficace”, nonostante le continue criticità segnalate dai cittadini.
“Il verde è diventato giallo”
La critica si estende anche alla gestione concreta della città, in particolare al degrado urbano. “Non chiediamo le dimissioni per l’appalto in sé – precisa Viggiani – ma per la cattiva gestione del verde pubblico”. Aree verdi trascurate, alberi agonizzanti, tagli indiscriminati e rifiuti abbandonati: secondo il partito, questi sono i veri motivi per cui la vicesindaca dovrebbe farsi da parte. “Foggia è una delle città più calde d’Italia, eppure si tagliano alberi senza un piano, si lasciano crescere erbacce, si tollera il degrado ambientale”.
Il Partito Liberaldemocratico denuncia anche “l’odore nauseabondo” che ogni estate avvolge la città e che, a detta loro, non è mai stato affrontato con azioni concrete. “È il risultato del governo dei populisti: protesta senza proposta, slogan senza soluzioni”.
“Serve serietà, non ambiguità”
Il messaggio finale è netto: “Foggia ha bisogno di serietà, non di ambiguità. A chi ha predicato onestà e trasparenza chiediamo oggi coerenza. L’interesse della città deve venire prima di ogni giustificazione personale. Basta slogan: è il tempo delle dimissioni”.










