Dopo vent’anni di attese e sollecitazioni, il finanziamento per la condotta del Liscione è finalmente realtà. Ma per la CIA Agricoltori Italiani di Capitanata il vero lavoro comincia ora. “Bene, anzi benissimo la decisione del governo – commenta il presidente Angelo Miano – ma ora si passi subito ai fatti: si utilizzino i fondi per progettazione e lavori e si avvii al più presto il cantiere. I nostri uffici tecnici sono pronti a collaborare”.
La condotta, lunga appena 10 chilometri, collegherà il bacino molisano del Liscione al ripartitore di Finocchito, permettendo di utilizzare parte dei 200 milioni di metri cubi d’acqua che ogni anno finiscono in mare. Ma secondo gli agricoltori, questa è solo la prima tessera di un mosaico più ampio e urgente.
Tre opere strategiche per il futuro
“Quella del Liscione è un’opera fondamentale, ma non può bastare – avverte Nicola Cantatore, direttore provinciale della CIA –. Per salvare l’agricoltura del Tavoliere da una desertificazione ormai prossima servono almeno tre grandi infrastrutture idriche”.
Oltre alla condotta dal Molise, la Cia chiede che si avvii la realizzazione della diga di Palazzo d’Ascoli, un invaso da 72 milioni di metri cubi d’acqua, per il quale esiste già uno stanziamento da 8 milioni di euro destinato alla progettazione. Ancora più urgente e onerosa è però la diga di Piano dei Limiti, che secondo il progetto esecutivo già pronto da anni, potrebbe recuperare altri 42 milioni di metri cubi, trattenendo l’acqua a valle della diga di Occhito. “Un’opera da 400 milioni di euro, ma fondamentale per garantire risorse idriche al territorio tutto l’anno”, ribadisce Cantatore.
Servono commissari per ogni cantiere
Per accelerare la realizzazione, la Cia propone la nomina di un Commissario Unico per ciascuna opera, così da aggirare i continui ostacoli di natura politico-burocratica che, come nel caso della condotta Liscione, hanno bloccato i lavori per anni anche a causa di contrasti tra Regione Puglia e Regione Molise.
“La condotta del Liscione deve essere solo il primo tassello di un grande piano idrico integrato per la provincia di Foggia – conclude Miano –. Dobbiamo imparare a risparmiare e ottimizzare ogni goccia d’acqua. E per farlo servono investimenti, visione e rapidità d’azione”.











